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In Puglia e Basilicata

Da Cerignola a Rimini tre rapinatori «in trasferta»

Da Cerignola a Rimini tre rapinatori «in trasferta»
I tre, Roberto Moreno, Giandonato Dimodugno e Nicola Mansi, giungevano dalla Puglia per rapinare istituti bancari del capoluogo romagnolo. Prima di effettuare i colpi erano soliti rubare delle autovetture che trasportavano in Puglia per poi rivenderle. Sono stati arrestati oggi dai carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo di Rimini

18 Marzo 2009

RIMINI - I carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Rimini hanno sgominato una banda di rapinatori pugliesi 'in trasfertà sulla Riviera Romagnola. Sei gli arresti. Le indagini erano partite il 10 ottobre 2008 dopo un colpo messo a segno nell’agenzia di viale Marconi della Banca di Rimini, che aveva fruttato circa 7.000 euro. Grazie alle immagini della telecamera a circuito chiuso dell’istituto di credito, i militari hanno iniziato una serie di appostamenti e pedinamenti coadiuvati dai colleghi dell’Arma di Cerignola (Foggia). L’investigazione è stata facilitata dal ritrovamento di un cellulare dimenticato dai banditi nell’auto usata per il colpo. Messo sotto controllo un residence di Miramare, i militari erano intervenuti poco dopo la rapina, bloccando quattro persone: Nicola Mansi, di Cerignola, insieme a Giuseppe Ungaro e Antonio Conversano, oltre alla romena Verginica Radu. 

Le indagini sono proseguite, coordinate dal pm Irene Lilliu della Procura della Repubblica di Rimini, e hanno portato all’ individuazione di Roberto Moreo, 28 anni, e Giandonato Dimodugno, 35 anni, entrambi di Cerignola. In particolare Dimodugno è stato identificato grazie al lavoro del Servizio Rilievi scientifici dell’Arma di Rimini, che aveva notato un tatuaggio a forma di scorpione sul collo di uno dei malviventi del colpo alla banca. Moreo invece, che sembrava latitante, era già in carcere a Pesaro per una rapina successivamente compiuta a Fano: l’uomo era rimasto bloccato nelle porte girevoli dell’ istituto di credito rapinato. Mansi e Radu sono accusati di rapina aggravata, ricettazione e possesso di oggetti atti ad offendere, come i cutter usati durante le rapine. Ungaro e Conversano sono accusati solo di ricettazione. 

I rapinatori – secondo le indagini – venivano finanziati da conoscenti di Cerignola che 'finanziavano' le spedizioni in Riviera per le rapine, con piccole somme che poi venivano restituite loro raddoppiate. Inoltre alcune delle auto usate per le rapine, come una Jaguar e due Golf, erano state portate a Cerignola per essere rivendute sul mercato delle auto rubate.
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