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In Puglia e Basilicata

Caos sull'acqua minerale manca legge su concessioni

Caos sull'acqua minerale manca legge su concessioni
BARI - Sui canoni di concessione per i prelievi alla fonte c'è il caos perchè manca una legge. E’ quanto emerge da un dossier presentato oggi da Legambiente e Altraeconomia, secondo cui: «In Puglia, il costo del canone di concessione è di appena 1,033 euro per ettaro rispetto, ad esempio, al Veneto dove si pagano fino a 587,69 euro ad ettaro»

17 Marzo 2009

BARI - Agli italiani piace l'acqua in bottiglia, nel 2007 ne hanno consumata ben 12,4 miliardi di litri, pagandola anche mille volte di più di quella del rubinetto, ma sui canoni di concessione per i prelievi alla fonte c'è il caos perchè manca una legge. E’ quanto emerge da un dossier presentato oggi da Legambiente e Altraeconomia. 

Con 196 litri pro-capite all’anno – secondo il dossier – l' Italia è il primo Paese in Europa per consumo di acque in bottiglia, e malgrado l’ingente volume d’affari delle società imbottigliatrici (2,25 miliardi di euro nel 2007) i canoni di concessione pagati dalle aziende alle regioni o alle province sono irrisori. Dal dossier, presentato in vista della giornata mondiale dell’Acqua del 22 marzo, emerge che, non esistendo una legge nazionale, ciascuna amministrazione regionale decide come meglio crede. 

“Ci sono Regioni che fanno pagare in base agli ettari dati in concessione e ai volumi emunti o imbottigliati, altre che prevedono solo un canone per la superficie della concessione data”. In 9 Regioni (Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Umbria, Veneto) è previsto il pagamento del canone doppio, per la superficie e per i volumi; in 8 Regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Puglia, Sardegna, Trentino, Valle d’Aosta) si paga solo sulla base della superficie della concessione; la Regione Abruzzo ha un sistema di tariffazione forfetario annuo. In Toscana, è in discussione la nuova legge regionale che introdurrà i canoni in funzione dei metri cubi imbottigliati mentre in Val d’Aosta grazie alla legge regionale approvata un anno fa dal 2010 si pagherà 1,5/m3 imbottigliato. Per Legambiente è necessario quindi adeguare i canoni secondo criteri stabiliti dalla conferenza stato. Regioni nel 2006 perchè ora “è una lotteria dove vincono sempre gli imbottigliatori”.

LEGAMBIENTE: IN PUGLIA COSTA 1 EURO, VENETO COSTA 587 EURO 
Il quadro che emerge dal dossier, secondo il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, “somiglia molto ad una lotteria, dove però vincono sempre gli imbottigliatori”. “In Puglia, in particolare, il costo del canone di concessione è di appena 1,033 euro per ettaro rispetto, ad esempio, al Veneto dove si paga per le zone di pianura ben 587,69 euro ad ettaro”. “Questo significa – afferma ancora – che la nostra regione in un anno incassa appena 1.250 euro per 1.211 ettari totali dati in concessione a 16 società imbottigliatricI". 

"Il canone corrisposto alla Regione - continua Tarantini – non è neanche sufficiente a coprire le spese per la gestione amministrativa, per la manutenzione delle aree dove insistono le sorgenti, senza calcolare poi quanto viene speso per lo smaltimento delle numerose bottiglie in plastica derivanti dal consumo di acque minerali che sfuggono alle raccolte differenziate”. 

“Per governare il caos appena descritto, nel 2006 la Conferenza delle Regioni ha approvato il Documento di indirizzo delle regioni italiane in materia di acque minerali naturali e di sorgente, che prevede i costi minimi e massimi in cui devono rientrare i costi delle concessioni in base ai litri imbottigliati o agli ettari, e la determinazione del canone anche in base ai principi di tutela e valorizzazione della risorsa idrica e in considerazione dell’impatto delle attività di prelievo e imbottigliamento dell’acqua sui territori in cui vengono rilasciate le concessioni”. 

Il documento propone i seguenti criteri come riferimento per la definizione del canone: da 1 € a 2,5 € ogni mille litri o frazione di imbottigliato; da 0,5 € a 2 € ogni mille litri o frazione di emunto; almeno 30 € per ettaro o frazione di superficie concessa. 

“E' quindi necessario - conclude Tarantini – che la Regione Puglia si adegui immediatamente ai canoni previsti dal documento di indirizzo della Conferenza delle Regioni del 2006”. Per legambiente, infine, occorrerà promuovere sempre di più l’uso dell’acqua del rubinetto, "perché‚ è buona, economica, controllata e non inquina".

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