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In Puglia e Basilicata

Gallipoli: la sabbia è scomparsa, la stagione estiva è a rischio

17 Marzo 2009

litorale gallipoli, maredi GIUSEPPE ALBAHARI 

GALLIPOLI. Figli di un dio minore anche nei confronti dell’erosione che sta alterando il profilo dei litorali e ne mette a rischio fruizione e ricaduta economica? Trattando dell’insediamento turistico di Lido Conchiglie, la risposta affermativa non risente di tentennamenti, in quel di Sannicola, dove notoriamente lamentano che il Comune di Gallipoli, cui compete il relativo territorio situato a valle della litoranea, trascuri bisogni e richieste. Al di là delle valutazioni, la situazione è oggettivamente grave e va detto che non riguarda solo il territorio in qualche modo «condiviso» dai due Comuni: l’erosione interessa l’intero litorale a nord di Gallipoli, a cominciare da Rivabella, dove fino ad ora non è stato attuato alcun provvedimento di tutela delle coste dall’erosione, eolica o marina che sia. In prossimità del letto del canale che si trova a sud dell’insediamento residenziale, infatti, è di tutta evidenza che la situazione erosiva è irreversibile: l’arenile ai piedi delle dune, che in passato s'estendeva per decine di metri, è scomparso del tutto, sostituito da una distesa di scogli affioranti. Ciò è quanto successo anche a Lido Conchiglie, all’altezza dell’omonimo stabilimento balneare, dove termina il tratto di arenile incastonato tra le scogliere di Torre Sabea e della «montagna spaccata». 
litorale gallipoli, mare
I titolari, fratelli Monteduro, hanno informato della situazione Regione Puglia, capitaneria di porto, genio civile opere marittime, Comune jonico e Apt; in passato ha risposto il Comune, ma ora lamentano di non avere avuto riscontri operativi, benché la segnalazione dello scorso febbraio sia stata l’ultima di una serie che, annualmente, fa il punto sul crescente deterioramento dei luoghi. Quest’anno, le mareggiate hanno asportato l’intero arenile, riportando, di recente, solo pochissima sabbia, comunque insufficiente per qualsivoglia attrezzatura balneare. Intanto, quella che era una passerella a livello della sabbia é già da tempo diventato un altissimo marciapiede da cui bisogna scendere con scalette, che per altro il mare ha demolito, ma il richiesto contrasto al fenomeno non risulta neppure programmato. Eppure, chi ha memoria storica ha ben identificato il preciso momento in cui il fenomeno erosivo ha avuto inizio: una ventina o forze più di anni addietro, quando furono asportati centinaia di massi che a 2-3 chilometri dalla costa formavano una barriera sottomarina naturale, all’epoca regno delle «cozza penne» (o pinne nobilis, che dir si voglia). Il rovescio della medaglia, a volere trarre qualcosa di positivo da quell'esperienza, è che dalla stessa natura viene, di fatto, la soluzione al problema: forse una barriera artificiale, situata ad opportuna distanza dal litorale, potrebbe quanto meno bloccare l’erosione, ma è evidente che l’argomento va approfondito. I fratelli Monteduro contestano proprio che non se ne sia neppure cominciato a parlare.
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