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In Puglia e Basilicata

LA STORIA Fontaniere Aqp  chiede periodo di aspettativa per farsi prete

17 Marzo 2009

Il richiamo della fede è stato più forte della quotidiana routine fatta di valvole, chiusini e rubinetti. E l’Acquedotto Pugliese l’ha dovuta assecondare, per volontà superiori: da qualche mese un fontaniere foggiano, età poco inferiore ai 40 anni, figlio d’arte (nel senso che anche il suo papà era in azienda) ha chiesto e ottenuto un’aspettativa di sei mesi. Motivazione: l’ingresso in seminario, per diventare sacerdote. 

Ultimamente i fontanieri dell’Acquedotto avevano fatto notizia per i licenziamenti: in meno di un anno ne sono stati mandati via quattro (forse cinque, abbiamo perso il conto). Stavolta, invece, è decisamente diverso. Stavolta c’è di mezzo la vocazione per la fede, nata - dicono le voci che rimbalzano di stanza in stanza nel vecchio palazzo di via Cognetti - dopo un’apparizione in sogno del padre, scomparso alcuni anni fa in un incidente d’auto. 

Certo, l’aspettativa per motivi... sacerdotali è una grande novità. Anche perché, a differenza di quella per motivi politici, non presuppone il rientro in azienda. Del resto nel piano industriale dell’Acquedotto, che comprende di tutto e di più (depurazione, energia, gestione dei rifiuti...) ancora non ci sono addentellati ecclesiastici. Ma chissà, può essere che Aqp punti ad avere un sacerdote in azienda. Potrebbe fornire un conforto nei momenti bui, quando tutto il resto sembra non avere effetto. O magari il management, anziché a costose opere di adduzione e problematici dissalatori, intenda affidarsi all’Altissimo per risolvere il problema dell’acqua che manca. Che dire: diavolo di un Monteforte, pensa davvero a tutto. [m.sc.]
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