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Lucera

Riapre la scuola
demolita nel 2005

Dopo una improvvisa voragine nel terreno attiguo, ci sono voluti 13 anni

Riapre la scuola demolita nel 2005

di Riccardo Zingaro

LUCERA - Dopo l’assegnazione ufficiale di un milione e mezzo di euro per la realizzazione della palestra annessa alla sede centrale di viale Raffaello, è un momento positivo anche per gli immobili facenti capo all’istituto comprensivo Bozzini-Fasani di Lucera. La scuola della zona 167 scontava carenza risalenti al settembre 2009, quando l’edificio fu inaugurato senza una palestra. Nel frattempo sta arrivando a conclusione un altro lungo percorso avviato ancora prima al quartiere Cappuccini, con la costruzione della nuova scuola sulle macerie di quella chiusa 13 anni fa per problemi di staticità. In questo caso è paradossale la realizzazione già effettuata di alcune strutture sportive esterne (ma non di una vera e propria palestra), mentre i lavori per l’edificio dovrebbero terminare nel giro di qualche settimana.

L’annuncio è dell’assessore comunale ai lavori pubblici Carmela Di Cesare che ha ipotizzato l’effettivo utilizzo della struttura già dall’inizio del prossimo anno scolastico, sebbene ci debba ancora essere la formale consegna dell’immobile e l’acquisto di attrezzature varie. Si tratta di un edificio di 1.800 metri quadri, con tre piani e un seminterrato, oltre a un auditorium al piano rialzato. La storia della scuola è ancora più travagliata, e comincia nel marzo 2005 quando una voragine apertasi nel terreno adiacente provocò prima l’evacuazione, poi la chiusura a tempo indeterminato, e infine la decisione di abbatterla e ricostruirla. In questi 13 anni ci sono stati furti, atti vandalici, un appalto affidato a un’azienda che nel 2010 si è fermata allo scavo delle fondamenta, la successiva «risoluzione contrattuale in danno» promossa dal Comune e un secondo appalto aggiudicato a marzo 2014 a una ditta di Frattamaggiore che ha vinto con un ribasso del 28% su altre 133 imprese.

Tra un passaggio e l’altro le lungaggini si sono sprecate, anche a causa dell’immancabile ricorso giudiziario sulla gara d’appalto. Eppure la copertura economica c’era fin dall’inizio, ammontante a circa un milione di euro, pur se si è corso il rischio di perdere parte dei finanziamenti ottenuti per 377 mila euro dai «piani di intervento di riqualificazione delle periferie» (che altri azioni ha già effettuato nelle immediate vicinanze). Queste risorse sono state spese per una prima sistemazione esterna dell’area. Le altre due fonti di finanziamento sono state il commissariato per l’emergenza terremoto 2002 e un mutuo acceso direttamente dal Comune. Anche questa volta, comunque si pone il problema della realizzazione di una palestra, visto che quella preesistente è stata letteralmente devastata a più riprese e ora è un rudere semplicemente da rimuovere, anche perché pericoloso.

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