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Decisione del giudice a Foggia

E dopo sei arresti in 3 mesi
il ladro rimane in carcere

tribunale di Foggia

Il tribunale di Foggia

FOGGIA - Questa volta dopo l’ultimo arresto - il secondo in poche ore, il quinto in due settimane, il sesto in tre mesi - si sono aperte le porte del carcere per un presunto ladro foggiano Antonio Campanaro. di 33 anni. Il giudice monocratico preso atto dell’evasione dai domiciliari, la seconda in poche ore e la terza in 10 giorni, ha disposto che l’indagato resti detenuto in cella, mentre il difensore - l’avvocato Paolo Ferragonio - sollecitava che venisse risottoposto ai domiciliari. Quando saranno celebrati i sei processi per direttissima, sistematicamente rinviati perché il legale ha sempre chiesto i termini a difesa con slittamento dell’udienza, si preannuncia una raffica di condanne per il giovane imputato di tre tentativi di furto e altrettanti evasioni.

La notte sul 27 giugno fu la «volante» ad arrestarlo in flagranza e portarlo ai domiciliari perché sospettato di aver fatto da «palo» a due complici che erano penetrati in una sala scommesse di via della Repubblica per rubare qualche centinaio di euro e dileguarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine: il giudice monocratico l’indomani al termine del processo per direttissima, convalidò l’arresto, rimise in libertà il presunto ladro che ammise gli addebiti e rinviò a gennaio il processo.

La sera del 31 agosto era stata invece una pattuglia del nucleo radiomobile della compagnia foggiana dei carabinieri ad arrestarlo per tentato furto in una pizzeria di via Pestalozzi, dopo averlo pedinato e visto forzare la serranda: fu posto ai domiciliari, la mattina dopo il processo venne rinviato e Campanaro fu rimesso in libertà. Tre notti dopo, il 3 settembre, ancora i carabinieri lo arrestarono in flagranza per un tentativo di furto in una pasticceria di via Taranto: il pm questa volta dispose che fosse trasferito in carcere, ma il giudice il 4 settembre all’esito del processo per direttissima (confessione, comvalida dell’arresto, rinvio dell’udienza su richiesta della difesa) gli concesse i domiciliari. Campanaro il pomeriggio del 4 settembre uscì dal carcere per recarsi senza scorta a casa e rimanervi: invece fece una doppia deviazione, prima per acquistare cocaina quindi a casa di un amico per sniffarla, e così i carabinieri che si erano recati quella sera stessa nell’abitazione per controllare che il foggiano rispettasse gli obblighi imposti, non lo trovarono, lo cercarono rintracciandolo vicino casa dell’amico e arrestandolo in flagranza (3° arresto in 4 giorni) per evasione. Il giorno dopo processo per direttissima, Campanaro spiegò che a casa sua non aveva fatto in tempo ad arrivarci dopo la scarcerazione e fu rimandato ai domiciliari.

Gli ultimi due arresti in flagranza, entrambi per evasione, risalgono a domenica scorsa. La mattina una pattuglia dell’Arma l’ha trovato in via San Severo, arrestandolo e riportandolo ai domiciliari su disposizione del pm: il pomeriggio sempre i carabinieri hanno trovato Campanaro nei pressi della sua abitazione, ma all’esterno: nuovo arresto e trasferimento in cella. Dove questa volta è rimasto: il giudice monocratico nei processi per direttissima (rinviati per la richiesta di termini a difesa) ha convalidato gli arresti, non applicato alcuna misura per l’evasione della mattina e ha invece disposto il carcere per quella del pomeriggio. Campanaro in relazione al secondo arresto ha detto che aveva fatto soltanto a casa di un familiare per prendere le sigarette e rincasare.

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