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Varianti e concessioni edili
colate di esposti in procura

Varianti e concessioni edili colate di esposti in procura

FOGGIA - Delibere di Consiglio comunale, concessioni edilizie, varianti al Piano regolatore ed esposti alla procura della Repubblica. Un mix che riporta l’attenzione sul mondo del mattone e sulle decisioni che riguardano il delicato settore dell’urbanistica che da anni attende l’aggiornamento del documento strrategico del Pug e di conseguenza dello stesso Piano urbanistico generale.

A sollevare il caso su alcune questioni è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giuseppe Mainiero, che ha inviato due esposti alla procura: il primo sulla decisione assunta dal Consiglio comunale di far diventare di “interesse pubblico” un manufatto che doveva essere un albergo ma che diventerà un edificio per civili abitazioni (il progettista aveva previsto l’hotel con i balconi) in corso del Mezzogiorno; il secondo per la decisione di far realizzare un centro commerciale in via Gramsci in una zona che doveva ospitare la nuova sede del Consorzio di bonifica.

Due vicende che hanno provocato non poche polemiche ed ora l’amministrazione comunale ha deciso di replicare.

«Per quel che riguarda la richiesta di permesso a costruire in deroga agli strumenti urbanistici avanzata dalla ditta Meridaunia Srl, rispetto alla contestazione circa l’illegittimità del provvedimento, in particolare con riferimento all’inapplicabilità della norma che concede la ristrutturazione edilizia in presenza di un interesse pubblico, il Consiglio di Stato, già nel lontano 2004, ha chiarito che la giurisprudenza amministrativa ha ammesso la configurabilità di interventi di ristrutturazione edilizia in caso di preesistenza di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura, escludendoli solo nelle ipotesi di ricostruzione su ruderi o su un edificio già da tempo demolito o diruto», dice una nota di palazzo di città che aggiunge: «Siamo dunque in presenza di un intervento che sul piano urbanistico si muove in assoluta coerenza con le norme che disciplinano la materia, che configura un interesse pubblico, che rispetta lo standard urbanistico dell’area e che permette all’Amministrazione comunale di acquisire 8 appartamenti da destinare alla mitigazione dell’emergenza abitativa, oltre a parcheggi ed aree verdi. D’altro canto, una lunga giurisprudenza, così come invocato nel corpo della deliberazione, sia pure non assimilabile al caso di specie in senso urbanistico, ha chiarito bene cosa si intenda per interesse pubblico».

L’Amministrazione replica anche a proposito del centro commerciale della Lidl in via Gramsci: «Per quanto concerne il permesso a costruire rilasciato alla ditta Re.De., si considerano del tutto infondate le argomentazioni poste alla base dell’idea che lo stesso sia illegittimo. Ben tre certificati, emessi in epoca differente, hanno infatti tipizzato l’area come Zona ‘F’ per attrezzature pubbliche di interesse generale, disciplinate dall’articolo 13 e dall’articolo 10 punto b delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale vigente. Con la sentenza numero 1004/2009 il TAR ha sancito l’anomalia di una zona ‘F’ con le caratteristiche di intervento previste dall’articolo 10 punto b delle NTA, che consente per l’appunto sia la realizzazione di uffici sia quella di attrezzature commerciali. Dal che si desume che il permesso a costruire è stato rilascio in modo assolutamente legittimo e conforme al perimetro normativo di riferimento. Tale attività edilizia viene peraltro per legge consentita a chiunque sia in possesso della proprietà dell’area, nella fattispecie il soggetto che ha acquistato il suolo dal Consorzio di Bonifica e che ha richiesto il permesso a costruire, coerentemente con le prescrizioni urbanistiche.»

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