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Foggia, 30 anni a due romeni
Massacrarono un anziano

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CARPINO - Condannati a 30 anni di reclusione a testa i due presunti ladri-killer che avrebbero massacrato di botte un anziano di Carpino - Giuseppe Ciuffreda di 86 anni - durante una rapina nella sua abitazione avvenuta il 28 febbraio 2016: l’anziano fu ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di San Giovanni Rotondo dove morì il 10 maggio. Il gup del Tribunale di Foggia al termine del processo abbreviato, che ha comportato la riduzione di un terzo della pena, ha condannato a 30 anni Dan Ionut Dragus di 38 anni, romeno; e il connazionale Cristi Iulian Alistar di 22 anni. Furono arrestati dai carabinieri per omicidio e rapina: Dragus, vicino di casa della vittima, fu bloccato a Carpino l’11 giugno; il coimputato venne rintracciato in Romania nel settembre successivo, estradato in Italia e trasferito in carcere.

«L’aggressione risale alla notte sul 28 febbraio 2016» ricordano i carabinieri nel dar notizia della condanna: «quella domenica mattina la figlia di Ciuffreda rinvenne il corpo esanime del padre in camera a letto e allertò i carabinieri. S’accertò che gli aggressori avevano rotto parte del vetro della porta d’ingresso per entrare nell’appartamento. Ciuffreda aveva mani e volto ricoperti di sangue con evidenti segni di percosse sul volto». Fu trasferito alla “Casa sollievo della sofferenza” di San Giovanni Rotondo» dove morì dopo una lunga agonia il 10 maggio, senza che gli investigatori potessero mai interrogarlo. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Vico e della acserma di Carpino coordinate dalla Procura puntarono subito su Dragus, «già conosciuto dagli investigatori e vicino di casa della vittima». Quello stesso 28 febbraio fu perquisita l’abitazione del sospettato, «col rinvenimento e sequestro di una busta con capi di abbigliamento con evidenti tracce di sangue; dagli accertamenti del Ris di Roma emerse che il sangue sugli indumenti era della vittima». Il pm così chiese e ottenne dal gip l’ordinanza cautelare contro Dragus, eseguita dai carabinieri a Carpino l’11 giugno.

Le indagini andarono avanti per identificare il presunto complice, Alistar. L’attenzione di carabinieri e pm si concentrò su «alcune foto presenti su Facebook che ritraevano proprio Alistar con felpa, giubbino smanicato, jeans e un paio di scarpe da ginnastica uguali a quelli sequestrati in casa di Dragus. Il giovane che risiedeva a Carpino» ricordano gli investigatori «aveva lasciato il centro garganico già il giorno seguente l’efferata rapina, facendo perdere le proprie tracce. Il 13 settembre 2016, in seguito all’emissione di un mandato di arresto europeo a suo carico, era stato rintracciato in Romania e riportato in Italia dal personale del servizio per la cooperazione internazionale di Polizia della direzione centrale della polizia criminale».

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