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Marco Tornese in «My Italy»
un cult movie sul Belpaese

Con Frassica, Papaleo, Lina Sastri

Marco Tornese in «My Italy» un cult movie sul Belpaese

FOGGIA - È un assistente per sua stessa definizione «un po’ sfigato» l’attore foggiano Marco Tornese, ovvero Diamante nel film «My Italy» di Bruno Colella. Un piccolo e coraggioso film con un futuro da «cult movie» per la storia e gli interpreti che la raccontano. In breve è la storia di un regista e produttore (Bruno Colella) e del suo assistente Diamante (Marco Tornese) che girano l’Europa alla ricerca dei soldi per fare un film che racconti la vita e le opere di quattro artisti internazionali che hanno scelto l’Italia e Roma per vivere e lavorare. Gli artisti contemporanei sono l’americano Mark Kostabi, il polacco Krzysztof Bednarsky, il cinese H. H. Lim ed il danese Thorsten Kirchhoff, fra gli interpreti del film nei panni di se stessi. Altri interpreti Achille Bonito Oliva, Jerzy Stuhr, Rocco Papaleo, Nino Frassica, Lina Sastri, Luisa Ranieri, Piera Degli Esposti, Edoardo Bennato, Eugenio Bennato, Alessandro Haber, Serena Grandi, Sebastiano Somma, Tony Esposito ed Enzo Gragnaniello. Ai quattro artisti capitano vicende ed avventure ai limiti dell’incredibile. Lo scultore polacco sarà contattato dalla vedova di un camorrista napoletano che vuole per la tomba del marito la stessa statua che l’artista dedicò al regista Kieslowski nel cimitero di Varsavia. L’artista danese si mette in viaggio dopo la telefonata di un improbabile idraulico che è sicuro di aver individuato una perdita d’acqua nella sua installazione esposta alla Certosa di Padula rappresentante un bagno pubblico mentre il rumore dell’acqua è una registrazione sonora parte integrante dell’opera. L’idraulico è pronto a smontarla e sostituirne le mattonelle e l'artista si precipita a fermarlo in un viaggio che percorre una Italia del sud poco conosciuta.

«Voglio precisare - continua Tornese - che tutti gli attori hanno lavorato a titolo gratuito, tanto è piaciuto loro il progetto. Come dicevo, è un piccolo film coraggioso, veramente low budget e con una distribuzione molto difficile, ma abbiamo avuto critiche veramente fantastiche».

Il film si appoggia, oltre che sui camei di tanti attori e musicisti, sulla coppia Colella/Tornese. «Ci hanno definiti i Totò e Peppino del terzo millennio, ed infatti siamo una coppia artistica molto collaudata. Abbiamo lavorato molto insieme in teatro e questa è la prima volta che esportiamo la nostra coppia sulla schermo. Lo schema è quello del primo attore e della spalla, solo che spesso i ruoli si invertono ma funzionano sempre». Tra le scene preferite quella con Serena Grandi che interpreta quasi se stessa, un’attrice un po’ fanée «ma lo fa in maniera ironica e poetica, ed è una gran simpaticona». Legato alla scena anche l’episodio di un incidente stradale (vero) occorso durante la lavorazione del film a Varsavia «e un’ora al freddo per aspettare la polizia...».

Colella e Tornese saranno ancora insieme in due film che andranno in onda sulle reti Rai in autunno: «Angeli a sud» e «I commedianti».

Bruno Colella, Marco Tornese e Sebastiano Somma (che nel film interpreta un venditore di ricambi auto omosessuale) saranno oggi alle 18 alla Città del Cinema per presentare «My Italy».

Ste. Lab.

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