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L’unione europea sblocca i 14 milioni di euro

Gino Lisa, ora «fare presto»
per la pista da 2 mila metri

Gino Lisa, ora «fare presto»  per la pista da 2 mila metri

di Massimo Levantaci

FOGGIA - Cambia il cielo sul Gino Lisa, il via libera da Bruxelles sblocca i 14 milioni di euro già disponibili per allungare la pista a 2000 metri e obbliga la Regione a dare seguito ai lavori già appaltati da tre anni. I tempi saranno ora scanditi dalla pubblicazione del nuovo regolamento sulla Gazzetta ufficiale europea (venti giorni) che disciplina gli aiuti di Stato. Ma già entro questo lasso di tempo bisognerà togliere la polvere alle procedure, ripristinare i contatti con l’impresa aggiudicataria della gara, dar seguito alle prescrizioni tecniche (leggi articolo a fianco).

Il Grande Alibi è finito, l’Unione europea che «non dà l’autorizzazione» diventa in questo modo invece il primo paladino dei diritti del Gino Lisa, piccolo scalo regionale che può favorire la mobilità delle aree interne, ad onta dello stato di abbandono in cui è stato finora confinato da una gestione al minimo sindacale. Un atteggiamento che ha finito con l’indispettire il territorio, che pure non è esente da responsabilità sul pessimo livello di interlocuzione tenuto finora con i governi regionali, da Vendola a Emiliano. «L’appello che rivolgo alla Regione Puglia - dice a tal proposito il sindaco Franco Landella - è quello di accelerare al massimo l’iter per l’affidamento dei lavori, senza perdere un solo minuto di tempo. Possiamo e dobbiamo rapidamente recuperare il ritardo accumulato in ragione proprio del vincolo europeo, che ha di fatto congelato l’inizio degli interventi infrastrutturali per l’allungamento della pista».

L’europarlamentare Elena Gentile da Bruxelles sottolinea «il tenore del provvedimento che dimostra ancora una volta la volontà più volte espressa dal Parlamento di creare le migliori condizioni possibili per consentire sviluppo e crescita nei territori ed in modo particolare nelle aree interne particolarmente deprivate di infrastrutture». Gentile invita la Regione «a non buttare la palla in calcio d’angolo». «Tutto ora dipende dalla effettiva volontà della Regione Puglia e del suo presidente che dovrà finalmente assumere una decisione», puntualizza. Regione che sul colpo di scena (in verità ampiamente annunciato) della commissione europea sembra come colpita a freddo: tacciono i telefoni degli assessori vicini al presidente Emiliano, silenzio anche da parte degli esponenti di giunta foggiani. «Ma ora bisogna dare prova di saper procedere nella direzione indicata dall’Unione europea - dice il vicepresidente nazionale di Unioncamere, Fabio Porreca - è il momento di dimostrare l’efficienza di Aeroporti di Puglia anche a Foggia, dopo averlo egregiamente fatto a Bari e Brindisi: non è il Karol Wojtyla lo scalo migliore d’Italia sulla qualità dei servizi come attesta l’indagine di Altroconsumo? La posizione espressa da Bruxelles - aggiunge Porreca - è ancor meglio del parere positivo in cui si confidava per poter utilizzare i fondi. Ci permette di lavorare su altre ipotesi di lavoro, un tempo considerate folli, come l’allungamento della pista fino a 2200 metri che schiuderebbe per il Gino Lisa gli investimenti delle compagnie low cost sul turismo garganico. I soldi dell’Unione europea ci sono, bisogna solo avere un po’ più di coraggio».

Tutto questo la Regione non lo farà se il territorio continuerà ad abbassare la guardia sul Gino Lisa, come ha fatto sistematicamente in questi anni dopo la cessazione dei voli Darwin. «Siamo di fronte ad una svolta straordinariamente rilevante, che va colta e sfruttata - insiste il sindaco - restituendo all’aeroporto della provincia di Foggia il suo ruolo e la sua funzione, sia nel sistema trasportistico regionale sia sul fronte dell’appetibilità del nostro territorio nell'ambito nazionale ed internazionale». «Ma ora niente più scuse - sottolinea la Confesercenti - o si appaltano i lavori per rendere idoneo l'aeroporto di Capitanata alle esigenze del territorio o si restituisca l'infrastruttura al legittimo proprietario. Nessuno può trattenere in gestione un bene per poi tenerlo deliberatamente fermo a favore di aeroporti di altri territori».

I nodi vengono al pettine anche per Vola Gino Lisa, il comitato che più si è battuto per rilanciare l’aeroporto foggiano: «Aspetteremo un altro mesetto prima che la Regione faccia qualcosa - la previsione della presidente Marialuisa D’Ippolito - ma non c’è dubbio che il nuovo regolamento sugli aiuti di Stato liberalizzi i finanziamenti fino a 3 milioni di passeggeri e autorizzi le autorità locali a farsi carico degli oneri di finanziamento per i piccoli aeroporti fino a 200mila passeggeri. Sembra una norma fatta apposta per il Gino Lisa. Cosa significa? Finora la Regione Puglia ha coperto solo i costi di un ramo di azienda per non chiudere l’aeroporto. Ma è uno scalo senza niente, non garantisce alcun servizio, ha ridotto al minimo le spese dell’antincendio e non c’è nemmeno il controllo dei bagagli per chi avesse la ventura di atterrare a Foggia. Il Gino Lisa ha un costo solo per pagare i sette dipendenti e le bollette di gas e luce. Possiamo tenere il nostro scalo ancora in questo stato?».

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