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san severo

Stazione distrutta dal treno
Il giorno per non dimenticare

Oggi l'anniversario dell'incidente in cui persero la vita otto persone

Stazione distrutta dal treno Il giorno per non dimenticare

SAN SEVERO - Per non dimenticare il 3 aprile 1989, quando, alle ore 16.12, un treno “regionale“ deragliò all'ingresso in stazione seminando morte e distruzione. Otto morti, numerosi feriti e il fabbricato dello scalo praticamente distrutto, sbriciolato dalla furia assassina del convoglio che terminò la sua corsa nel vano biglietteria, di fronte all'attuale ingresso. Anche quest’anno l’amministrazione comunale ricorderà quella che può essere definita una delle pagine più tristi della città. Ci fu uno slancio generoso di tutta la popolazione sanseverese, delle forze dell’ordine e degli operatori delle associazioni di volontariato, che entrarono celermente in azione, salvando altre vite umane.

Nell'incidente persero la vita Nicola Carafa di San Severo, capo gestione ferroviario; Ciro Vasciarelli di San Severo, assistente di stazione; Giovanni D’Anello di S.Nicandro Garganico, manovratore ferroviario; Antonio Ognissanti di San Severo, capostazione; Claudio Padalino di Foggia, macchinista in servizio sul treno; Domenico Iannitti di Apricena, macchinista in servizio sul treno; Michele Capotosto di San Severo, impiegato presso la locale concessionaria Fiat (in stazione per una banale coincidenza): Luciano Accettulli di San Severo, imprenditore edile. Solo pochi minuti prima, era partita una scolaresca che affollava la piattaforma del secondo binario.

Per ricordare quel tragico evento, nella mattinata di oggi, ricorrenza del 28° anniversario, alle ore 11, il sindaco Francesco Miglio e l’intera amministrazione comunale ricorderanno quel triste giorno, con un momento di riflessione e di preghiera, incontrando le autorità civili e militari e la cittadinanza nel piazzale della stazione ferroviaria. «Ribadiremo ancora una volta – ricorda Miglio - il forte sentimento di affetto e partecipazione di tutta la popolazione sanseverese, che ancora oggi ricorda, a distanza di quasi 30 anni, le vittime di quel triste pomeriggio, ma anche il grande senso di generosità dei sanseveresi che parteciparono alle successive operazioni».

Per iniziare basterebbe dare nuova dignità al monumento eretto alcuni mesi dopo la tragedia, prima collocato nell'atrio biglietteria e poi trasferito alla periferia sud dello scalo, quasi si trattasse di un pezzo inutile di storia da dimenticare, cancellare. Tra non poche perplessità, il monumento venne traslato e messo alla mercè di tossici e prostitute che lo usano come nascondiglio. Perplessità sollevate già all'epoca dalla “Gazzetta“ e che non hanno trovato alcun riscontro nelle autorità preposte. Civili e ferroviarie.

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