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BARI –  "Non c'è una minaccia specifica per la Puglia. I controlli in corso sono scattati subito dopo gli attentati di Parigi. Vista la genericità delle minacce, siamo nelle stesse condizioni delle altre parti di d’Italia". Lo ha detto il perfetto di Bari, Carmela Pagano, parlando con i giornalisti al termine della Conferenza regionale delle Autorità di pubblica sicurezza da lei presieduta.

Rispetto ai dispositivi di contrasto ad attacchi terroristici, "le misure – ha aggiunto – sono state adottate dall’imminenza del verificarsi degli attentati di Parigi e al massimo livello in tutte le province". "La Conferenza di oggi - ha chiarito il prefetto – non era finalizzata al tema del terrorismo, ma discutendo delle varie questioni di cui ci siamo occupati, ne abbiamo parlato. Noi oggi abbiamo affrontato, con grande equilibrio e realismo – ha detto ancora il prefetto Pagano – la costruzione di un sistema rafforzato di sicurezza del territorio che chiaramente ha una sua valenza rispetto all’attività della criminalità organizzata e comune".

Nella conferenza, che era stata convocata prima degli attentati terroristici di Parigi, si è parlato di come ottimizzare il sistema di prevenzione del crimine sfruttando al meglio, per esempio, la possibilità di accedere a fondi comunitari. "In relazione alle possibilità offerte dal prossimo Pon Legalità – ha aggiunto il Prefetto di Bari – abbiamo cominciato ad attrezzarci su quali progetti possiamo attivare per migliorare il controllo del territorio a livello regionale; contrastando i fenomeni criminali che hanno una valenza ultra provinciali".

Il Prefetto ha poi reso noto quella che sarà l’entità del Pon Legalità pari a 377milioni di euro disponibili per Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. "Bisogna cominciare ad abituarsi a ragionare in termini di progetti di cui si misurano i risultati, altrimenti si rischia di buttare soldi pubblici - ha detto – Oggi abbiamo voluto occuparci della qualità di come si fanno le cose". Pagano ha infine auspicato che la Puglia possa diventare capofila di progetti esportati nelle regioni limitrofe.

"Particolare difficoltà" per quanto riguarda la sicurezza in Puglia si registra nella provincia di Foggia. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che oggi ha partecipato, nella sede della prefettura di Bari, alla Conferenza regionale delle Autorità di pubblica Sicurezza – presieduta dal prefetto di Bari, Carmela Pagano – a cui partecipano vertici delle forze dell’ordine, prefetti, capi delle procure pugliesi.

In provincia di Foggia – ha detto Emiliano parlando con i giornalisti – "ci sono organici, sia delle forze di polizia che della magistratura, ampiamente insufficienti, aggravati dall’emergenza Giubileo e terrorismo che probabilmente impoverirà ulteriormente le forze dell’ordine previste per la provincia di Foggia; in questo momento la mia principale preoccupazione".

"Sono particolarmente vicino a tutti i cittadini foggiani - ha proseguito Emiliano – che lottano per la legalità nelle istituzioni". Emiliano, in particolare, ha espresso preoccupazione per i continui episodi, nelle ultime settimane,di esplosione di ordigni collocati da criminali davanti alle saracinesche di numerosi negozi della provincia di Foggia, bombe - ha sottolineato – che "ora minacciano le serate dei giovani con grandissima preoccupazione".

"La Regione Puglia – ha concluso Emiliano – è vicina affettuosamente a tutti i cittadini della città di Foggia e della provincia, come a quelli di San Severo dove è in corso, probabilmente anche in modo coordinato a Foggia, una guerra per il dominio criminale dell’area; la principale ragione è conquistare le piazze dello spaccio delle sostanze stupefacenti".

 "Non è che chiudono per terrorismo i mafiosi. Speriamo - ha aggiunto il governatore - che il ministero dell’Interno comprenda che nonostante le esigenze del Paese per l’emergenza terrorismo e per la protezione di città come Milano e Roma, bisogna muoversi con grande equilibrio senza mai mollare la prevenzione delle attività della criminalità organizzata".

Bisogna ricordare, ha detto ancora Emiliano, che abbiamo già fatto una esperienza analoga ai tempi del terrorismo di natura politica: "quando concentrammo tutte le forze su questo tipo di minaccia – ha detto – la mafia ci fece danni incalcolabili che poi impiegammo anni a recuperare. Per mettere sul terreno a Roma 25mila uomini – ha aggiunto – è pacifico che bisogna portarli da qualche parte. E’ inevitabile, ma non ho nulla da dire. Io avrei fatto la stessa cosa. Non ci sono alternative. Il dispositivo a Roma va rafforzato e gli uomini vanno presi dalle periferie".

"Bisogna, nel frattempo – ha concluso – stringere i ranghi qui per fare in modo che non avvenga quello che è avvenuto in passato. Cioè che a causa della necessità di reprimere fenomeni terroristici ci siano delle falle nella gestione nel contendere il territorio alla criminalità organizzata che rimane sempre lì. Non è che chiudono per terrorismo i mafiosi".

DRAGO, DDA: MONITORIAMO EPISODI SOSPETTI -  "Stiamo monitorando alcuni episodi sospetti". Lo ha confermato il procuratore aggiunto di Bari e coordinatore della Dda, Pasquale Drago, parlando a margine del comitato sulla sicurezza in Prefettura. "Si stanno approfondendo le indagini e ci sono informazioni che provengono da altre autorità che non sono passate dalla nostra procura. Attesa la delicatezza della materia – ha continuato Drago – stiamo monitorando alcuni episodi sospetti con una particolare attenzione. Non è detto che portino a qualcosa, ma niente deve essere lasciato nell’ombra". "Al momento – ha assicurato il procuratore – non abbiamo evidenze di insediamenti stanziali nella nostra zona". Come il porto di Bari, anche quello di Brindisi potrebbe costituire una via di accesso per terroristi. "Siamo attrezzati - ha detto il procuratore di Brindisi, Marco Di Napoli – Non abbiamo motivo di pensare di essere esposti a rischio però siamo pronti".

PREFETTO BARI: NO MINACCE SPECIFICHE IN PUGLIA -  "Non c'è una minaccia specifica per la Puglia. I controlli in corso sono scattati subito dopo gli attentati di Parigi. Vista la genericità delle minacce, siamo nelle stesse condizioni delle altre parti di d’Italia". Rispetto ai dispositivi di contrasto ad attacchi terroristici, "le misure – ha aggiunto – sono state adottate dall’imminenza del verificarsi degli attentati di Parigi e al massimo livello in tutte le province".  "La Conferenza di oggi - ha chiarito il prefetto – non era finalizzata al tema del terrorismo, ma discutendo delle varie questioni di cui ci siamo occupati, ne abbiamo parlato".
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Foto Luca Turi

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