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«Spese ingiustificate» Corte dei conti condanna ex sindaco di Mattinata

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MATTINATA - È divenuta definitiva la condanna della Corte dei conti per l’ex sindaco Lucio Roberto Prencipe. A darne notizia è l’avv. Pierpaolo Fischetti, autore dell’esposto. «Nel marzo 2011, nella qualità di consigliere comunale, inviai alla Procura la segnalazione di un danno erariale cagionato al Comune di Mattinata dagli amministratori in seguito alla nomina di alcuni collaboratori esterni nell’ufficio di staff del sindaco. Il mio esposto» dice il legale «era finalizzato al rispetto della legalità e dei diritti della comunità amministrata e dei singoli cittadini. Oggi, finalmente, anche la Corte suggella in via definitiva la mia azione politico-amministrativa: al Comune dovranno essere restituite delle somme spese illegittimamente a danno della comunità mattinatese».

Fischetti ricorda che due mesi fa, con una nota ufficiale, «la Procura regionale ha comunicato al Comune di Mattinata che la sentenza di condanna del 10 febbraio 2015 è divenuta esecutiva per l’ex sindaco Lucio Roberto Prencipe, per il suo vice sindaco, per un assessore e per il funzionario comunale competente. Dall’inizio di settembre, perciò, il Comune ha il diritto-dovere di recuperare dai quattro le somme quantificate dalla Corte nella condanna erariale e le spese di giudizio».
L’autore dell’esposto, nel comunicato, aggiunge che l’ex sindaco subito dopo la sentenza dichiarò «che avrebbe fatto appello per dimostrare i profili di legittimità, di economicità, di efficacia della sua politica, ma ancora una volta la realtà smentisce la baldanzosa propagandaà e la sentenza è divenuta per lui esecutiva».

«Con la mia azione amministrativa, serena ma determinata» aggiunge l’avv. Fischetti «ho quindi evitato un ulteriore danno erariale per Mattinata ammontante a decine di migliaia di euro. E’ il momento di ricordare di aver avuto ragione, anche in qualità di assessore al bilancio, nel non firmare atti palesemente illegittimi e per cui mi veniva revocata, ingiustamente, la nomina assessorile».
L’avv. Fischetti, dopo aver rilevato che nella motivazione della sentenza di condanna si legge che «si è verificato uno sviamento dal canone della legalità al cui rispetto i pubblici amministratori sono sempre tenuti nello svolgimento delle proprie funzioni», sottolinea di aver contribuito fattivamente ad evidenziare, quello che definisce «il disinvolto agire gestionale dell’ex sindaco, e di averlo fatto da subito, ovvero prima ancora che 11 consiglieri su 16 lo sfiduciassero per manifesta inconcludenza, facendolo decadere a febbraio 2014. Questo» conclude l’avvocato mattinatese «il suo ruolo svolto da consigliere comunale della passata consigliatura e così il suo ruolo di professionista impegnato per la comunità e così dovrebbe essere l’azione di ogni eletto al consiglio comunale: accendere luci su chi amministra, quando la sua azione appare illegittima, sbagliata e quindi dannosa».

La Corte ha ritenuto di dover rideterminare gli importi del danno erariale così come valutati dalla Procura, ossia 47.770 euro, nella misura ridotta del 30%, non potendosi non tener conto del fatto che, comunque, i collaboratori esterni, si legge nella sentenza, «hanno svolto effettivamente i propri incarichi».

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