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FOGGIA - «Sì» del gip alla richiesta dell’avvocato di sei derubati di citare in giudizio nel processo «Goldifinger», come responsabile civile e quindi ai soli fini del risarcimento danni, l’istituto di vigilanza «Metropol» dove lavoravano due guardie giurate imputate perchè avrebbero aiutato i ladri a svaligiare il caveau delle cassette di sicurezza del Banco di Napoli di piazza Puglia. «No» del giudice invece all’analoga richiesta del legale finalizzata a citare in giudizio, sempre come responsabili civili, anche lo stesso Banco di Napoli e la «All system», che gestisce i sistemi d’allarme dell’istituto di credito. E’ quanto deciso dal gip Marco Giacomo Ferrucci, che ha accolto al... 33% l’istanza dell’avvocato Michele Sodrio, legale di 6 foggiani proprietari di cassette di sicurezza nel caveau del Banco di Napoli di piazza Puglia che furono svaligiate nel week-end tra il 9 e 11 marzo 2012. I sei derubati hanno denunciato un danno complessivo di quasi mezzo milione di euro tra contante e valore dei preziosi custoditi.
 

Le indagini di Procura e agenti della sezione antirapina della squadra mobile sul maxi-furto compiuto nel marzo del 2012 - furono svaligiate 165 delle 500 cassette di sicurezza per un bottino complessivo di 15 milioni di euro tra contante e preziosi - sono sfociate prima il 10 marzo scorso nel blitz «Goldifinger» contro la presunta banda dei caveau con l’esecuzione di 15 ordinanze di custodia cautelare (9 in carcere, 4 ai domiciliari, 2 obblighi di firma); quindi, lo scorso 8 di settembre, nella decisione del gup di accogliere la richiesta dei pm e rinviare a giudizio di 18 foggiani, romani, torinesi e marchigiani (cui si sono aggiunti altri 2 imputati, ne riferiamo a parte) che saranno processati dal prossimo 11 novembre in Tribunale a Foggia. I 20 imputati sono accusati a vario titolo del furto da 15 milioni nel caveau delle cassette di sicurezza del Banco di Napoli di piazza Puglia, compiuto nel week-end tra il 9 e 11 marzo di tre anni fa; del progetto di furto nel caveau delle gioiellerie «Sarni oro» e «Follie d’oro» del gruppo Sarni al centro commerciale «Mongolfiera», sventato dalla squadra mobile nell’agosto 2012 dalla squadra mobile che fece irruzione nel covo della presunta banda che si preparava a colpire; ricettazione; calunnia; favoreggiamento; violazione della privacy; interruzione di comunicazioni tra sistemi informatici. Sono 7 su 20 gli imputati cui si contesta il maxi-furto milionario.

L’avv. Michele Sodrio rappresenta, come detto, 6 proprietari di cassette di sicurezza che hanno denunciato un danno complessivo di 475mila euro, tra contante e valore dei preziosi. Si costituirà in giudizio come parte civile nel processo in aula al via l’11 novembre contro i 7 imputati del maxi-furto. Inoltre l’avv. Sodrio chiedeva di citare in giudizio come responsabili civili - ai fini quindi del solo risarcimento danni - Banco di Napoli (costituitosi a sua volta parte civile contro i presunti ladri), la società «All System spa», e la «Metropol»: ossia l’istituto di credito presso il quale i derubati avevano un contratto d’uso delle cassette di sicurezza; la società che gestisce il sistema degli allarmi nella banca; e l’istituto foggiano incaricato della vigilanza privata al Banco di Napoli».

Nell’ottica dell’avv. Sodrio, che cita anche sentenze della Corte di Cassazione, «la banca è responsabile per il furto nelle cassette di sicurezza per colpa grava per omessa o insufficiente predisposizione delle necessarie cautele, per cui è tenuta a risarcire il danno subìto dal cliente». Quanto alla «All System», dalla banca svaligiata - argomenta il legale di parte civile - partirono «numerosi segnali d’allarme indirizzati alla “controllo room” a Milano, gestita dalla “All System”, che furono ignorati o comunque non sufficientemente valorizzati dal personale della società». In relazione alla citazione come responsabile civile dell’istituto di vigilanza «Metropol», l’avv. Sodrio rimarca come tra gli imputati del maxi-furto ci sono anche due guardie giurate in servizio all’epoca dei fatti alla «Metropol», incaricate della vigilanza nella banca di piazza Puglia, la cui complicità - nell’ottica accusatoria - fu importante per consentire ai ladri di mettere a segno il colpo.

Argomentazione che il gip Ferrucci, nel valutare l’istanza dell’avv. Sodrio, ha condiviso per il solo istituto di vigilanza, autorizzando quindi l’avv. Sodrio a citare la «Metropol» come responsabile civile nel processo penale ai 20 imputati al via l’11 novembre. «Il presupposto normativo dell’obbligo di risarcimento (il reato che ha cagionato un danno patrimoniale e non, obbliga al risarcimento il colpevole e le persone che a norma delle leggi civili debbono rispondere per il fatto) sussiste soltanto» ha scritto il gip «rispetto alla “Metropol”, società di cui erano dipendenti gli imputati Domenico Di Sapio e Gennaro Rendine, ovviamente in caso di affermazione di responsabilità dei due imputati all’esito del processo. Questo presupposto invece non è ravvisabile in capo alla banca ed alla società che gestiva il sistema d’allarme, posto che non risulta imputato alcun loro dipendente: non si può far valere nel processo penale» ha concluso il gip «la responsabilità contrattuale (quale quella addebitabile in ipotesi al Banco di Napoli) o quella extracontrattuale fondata su parametri normativi diversi da quelli» previsti dal codice civile.

«Prendo atto che la mia istanza di citare come responsabili civili nel processo “Goldfinger” la Metropol, il Banco di Napoli e la All System è stata autorizzata dal gip per il solo istituto di vigilanza» commenta l’avv. Sodrio che poi spiega: «per conto dei miei 6 assistiti che hanno subìto ingenti perdite quali titolari di cassette di sicurezza sono formalmente costituito come parti civile, sarò quindi presente nel processo penale al via l’11 novembre per far valere le nostre ragioni contro gli imputati del furto del caveau e contro la stessa Metropol. Non condivido la decisione del gip di escludere banca e All System, per cui preaanunciò che rinnoverò la richiesta di citare anche istituto di credito e società che gestisce il sistema d’allarme come respomsabili civili in occasione dell’inizio del processo penale dell’ 11 novembre davanti al collegio del tribunale penale.

Nel frattempo» conclude l’avv. Sodrio «proseguono le cause civili già avviate contro il Banco di Napoli dai miei assistiti: in una di queste, alla prossima udienza del 3 novembre, verranno ascoltati dal giudice civile, dottor Rizzi, tutti i poliziotti della squadra mobile di Foggia che si occuparono delle indagini. Resto convinto che la banca debba risarcire i danni patiti dei suoi clienti-cassettisti e che questa responsabilità vada valutata anche nel processo penale».

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