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FOGGIA - Sarebbero una decina gli stub - la ricerca di residui di polvere da sparo su mani, volti e indumenti - eseguiti dalla squadra mobile su persone ritenute affiliate e/o contigue alla «Società foggiana» nell’ambito delle indagini sul tentato omicidio di Vito Bruno Lanza, il mafioso foggiano di 62 anni ritenuto elemento di spicco del clan Moretti/Pellegrino, rimasto gravemente ferito in un agguato sulla ricumvallazione alle 13.50 di sabato. Lanza, detto «u’ lepre», è stato operato agli ospedali riuniti per le ferite causate da 3/4 pistolettate che l’hanno raggiunto a spalle, petto e di striscio alla gola: la prognosi resta riservata, ma dovrebbe cavarsela. Non appena le condizioni del ferito miglioreranno gli investigatori lo interrogheranno per farsi raccontare cosa sia successo nel tratto della circumvallazione tra via Napoli e via Lucera.

In base ad una prima ricostruzione, anche sulla scorta dei rilievi della «scientifica», Lanza a bordo della propria «city car» era diretto verso via Lucera quando una «Golf» l’ha affiancato: sull’auto dei killer c’erano verosimilmente almeno tre persone, tra chi guidava e chi ha fatto fuoco: sul posto la polizia avrebbe ritrovato bossoli e proiettili esplosi da due pistole. Lanza ferito è finito con la «city car» nei campi alla destra della circumvallazione, mentre il commando di killer (nessuno sarebbe sceso per dargli il colpo di grazia) ha poi abbandonato e bruciato l’auto in un tratturo a poca distanza del luogo dell’agguato.

Vito Bruno Lanza - con condanne remote per mafia e recenti per usura - è ritenuto un elemento di spicco del clan Moretti/Pellegrino; batteria che nelle ultime due guerre di mafia cittadine (maggio 2007/ottobre 2009 con due omicidi e 5 agguati falliti; primo semestre 2011 con due omicidi e 2 agguati falliti) è stata contrapposta ai rivali del gruppo Sinesi/Francavilla. E tra le persone controllate nell’immediatezza del fatto dalla squadra mobile, portate in Questura per accertamenti ed alcune sottoposte all’esame stub (per i cui esiti ci vorranno mesi), ci sarebbero anche foggiani ritenuti vicini proprio al gruppo Sinesi/Francavilla.

Il ferimento di Vito Bruno Lanza segue di poco più di un mese il tentato omicidio di Mario Piscopia, trentacinquenne foggiano pure ritenuto vicino al clan Moretti/Pellegrino, avvenuto la sera di domenica 13 settembre sul cavalcavia vicino al cimitero: Piscopia in scooter rincasava quando due sicari su un ciclomotore aprirono il fuoco con una pistola, Piscopia scappò a piedi e benchè ferito anche alla testa se la cavò, perchè il colpo era solo di striscio. Per tentare di uccidere Piscopia poco più di un mese fa fu usata una pistola calibro 7.65, e un’arma dello stesso calibro sarebbe stata utilizzata anche per l’agguato ai danni di Lanza: consulenze balistiche sui bossoli diranno se per i due ferimenti sia stata usata la stessa pistola. Quello che nessuno dice uffucialmente tra investigatori e inquirenti, ma che molti pensano, è che i due agguati di settembre e sabato scorso possano rappresentare la fine della pax mafiosa durata quattro anni.

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