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Aeroporti, Foggia resta a terra declassato il «Gino Lisa»

Aeroporti, Foggia resta a terra declassato il «Gino Lisa»
MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Nessuna sorpresa per il Gino Lisa dal piano nazionale aeroporti, approvato giovedì scorso in commissione Lavori pubblici al Senato con il parere favorevole del governo. Foggia esce di scena, retrocesso a scalo d’interesse regionale, come ampiamente previsto. Sarà adesso la Regione a prendere in consegna lo scalo, a cominciare dalla torre di controllo dalla quale dovrebbero scendere i controllori di volo dell’Enav. Si potrebbe aprire un processo lungo e pieno d’incognite, innanzitutto perché il percorso è tutto da immaginare. L’evento è di portata storica: l’ente nazionale degli aeroporti cede gli aeroporti non più di suo interesse strategico. Per il Gino Lisa, costruito negli anni ’70 dalla Camera di commercio, è il primo vero declassamento della sua storia. Anche se il destino di un aeroporto senza voli da quattro anni non poteva essere diverso. Paga lo stesso pegno anche Forlì, unici due scali “retrocessi” perché senza attività.

Per sostenere le ragioni del Gino Lisa c’erano poche cartucce da sparare, ma quelle poche non sono state nemmeno utilizzate: si poteva valorizzare il collegamento con le isole Tremiti in regime di continuità territoriale, ad esempio. Oppure giocare la carta dei lavori di ampliamento già finanziati. Ma serviva una politica più forte e un ruolo più incisivo che la Regione (governo Vendola) non ha mai esercitato. L’unica possibilità di ripescaggio, come si ricorderà, era legata all’ipotesi ventilata durante il ministero Lupi e che prevedeva il rientro degli scali esclusi dalla “top list” qualora entro un anno fossero stati in grado di riprendere i voli. Idea accantonata dopo le dimissioni di Lupi.

Si apre una fase nuova per lo scalo, con il progetto di allungamento della pista sempre in piedi (ieri la Gazzetta ufficiale ha pubblicato il decreto di approvazione della Valutazione ambientale) e con un nuovo governo regionale che sul Gino Lisa potrebbe tenere una linea meno intransigente. La questione legata al finanziamento di 14 milioni non è stata però ancora sbloccata: l’Unione europea, come ha dichiarato l’assessore Giannini alla Gazzetta il 16 luglio scorso, ha annunciato che invierà una lettera in cui si chiariranno le modalità dell’erogazione del contributo pubblico e se questo rientra sotto la tagliola degli “aiuti di Stato”, meno 25% di fondi.

A tal proposito il comitato Vola Gino Lisa ha inviato una richiesta di accesso agli atti all’Unione europea, direzione generale Concorrenza, «ai sensi del Regolamento (CE) n. 1049/2001 e dell’art. 15 del “Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea”». Due, sostanzialmente, le domande poste dal comitato: 1) se nella valutazione dei finanziamenti destinati all’aeroporto Gino Lisa, valgono gli Orientamenti Comunitari per gli aiuti di stato agli aeroporti e alle compagnie aeree assunti nel 2014 (2014/C 99/03 ), o gli orientamenti in vigore nel periodo di assegnazione del finanziamento (2012); 2) quale incidenza abbiano sulla decisione da assumere i Pareri del Comitato delle Regioni, a proposito di “Piccoli e micro aeroporti che non rientrano nel campo di applicazione delle norme in materia di aiuti di stato».

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