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Vieste, ex guardia giurata gestiva l'arsenale della mala

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VIESTE - Forse ci sono anche le armi usate per gli ultimi agguati nell’arsenale scoperto dalla Polizia nell’abitazione di un insospettabile viestano, Matteo Dies, 43 anni, ex guardia giurata, arrestato per detenzione illegale di 6 fucili, una carabina, 5 pistole e revolver (alcune sono armi-giocattolo modificate), munizioni compresi caricatori per mitra kalashnikov, scanner e mirini di precisione. E’ il sospetto degli agenti del commissariato di Manfredonia - diretti dal primo dirigente Agostino De Paolis - che hanno «firmato» il blitz con squadra mobile foggiana e Reparto prevenzione crimine.E così dopo il maxi-sequestro di 13 chili di cocaina eseguito dagli agenti del commissariato alle porte di Manfredonia lo scorso 13 settembre (il secondo più grande carico di droga «pesante» mai rinvenuto in Capitanata), sono ancora i poliziotti diretti dall’ex capo della squadra mobile foggiana De Paolis (dirige Manfredonia da fine 2013) a firmare il più importante sequestro di armi del 2015. Saranno ora le consulenze balistiche su armi - rubate a Vieste dal 2008 ad oggi, in parte custodite in una cassaforte in un garage dove c’era anche una teca con un pitone reale - e munizioni sequestrate a confermare o smentire i sospetti investigativi sulla possibilità che siano state usate in agguati.

«A Vieste, il più importante centro turistico del Gargano» hanno detto gli investigatori nella conferenza stampa al commissariato di Manfredonia «ci sono stati una serie di gravissimi fatti di sangue, sintomatici di uno scontro al vertice delle organizzazioni criminali locali per il controllo di lucrose attività illecite legate all’attività estorsiva nel settore turistico e ai traffici di armi e droga». Il riferimento è «all’omicidio del boss Angelo Notarangelo detto “cintaridd” ucciso la mattina del 26 gennaio; il tentato omicidio del suo amico Emanuele Finaldi della sera del 10 marzo; l’uccisione di Marino Solitro della sera del 29 aprile, nonché numerosi episodi intimidatori ai danni di esponenti di spicco della mala viestana».

L’indagine sfociata nella scoperta dell’arsenale e nell’arresto dell’incensurato è coordinata dalla Dda di Bari e dalla Procura di Foggia. «Matteo Dies, l’arrestato, aveva il compito di custodire un vero e proprio arsenale che, con ogni probabilità, è direttamente riferibile ai clan di criminalità organizzata operanti a Vieste e nelle zone limitrofe» secondo gli investigatori. Sequestrati «fucili automatici di precisione dotati di sofisticati cannocchiali, fucili a pompa, pistole e munizioni di ogni genere e calibro, silenziatori, passamontagna e ricetrasmittenti, sequestrati in via Dante Alighieri 135 nell’abitazione dell’insospettabile». I poliziotti all’alba di sabato hanno perquisito un box in uso a Dies, rinvenendo «una cassaforte in un vano ricavato all’interno di un’intercapedine tra due muri che conteneva gran parte dell’arsenale; il resto è stato rinvenuto e sequestrato in altri vani segreti all’interno dello stesso garage. Per l’imponenza e la pericolosità del materiale sequestrato, riteniamo» hanno aggiunto gli investigatori «di aver arrestato l’armiere della mala e sequestrato l’arsenale della criminalità locale: tutto il materiale, repertato dagli agenti della “scientifica” del commissariato sipontino, verrà sottoposto ai necessari rilievi balistici che verranno effettuati nei prossimi giorni presso il gabinetto regionale di polizia scientifica di Bari». Le armi «tutte con matricola abrasa o comunque con matricola che ha reso possibile risalire alla provenienza furtiva sono il segnale anche dell’assoluto controllo sul territorio delle attività illecite da parte dei gruppi criminali operanti a Vieste, poiché risultate tutte provento di furti verificatisi in Vieste dal 2008 ad oggi».

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