Martedì 16 Luglio 2019 | 16:30

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Foggia, teatro Giordano sono 47 i lavori pagati contestati dalla Procura

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FOGGIA - Demolizione solai, rimozione di gessi e stucchi, installazione di parquet, rivestimento scale, porte antincendio e relativi accessori, opere nella sala Fedora, lavabo per disabili, sistema elettrico: sono 47 i lavori che sarebbero stati indebitamente pagati alla «Raco costruzioni» che vinse l’appalto per la ristrutturazione del teatro comunale «Umberto Giordano». La vicenda è finita al vaglio della magistratura sia civile (causa in corso intentata dall’impresa al Comune perchè gli imprenditori si ritengono creditori); sia penale, con l’indagine condotta dagli agenti della Digos della Questura foggiana conclusasi nei giorni scorsi con l’avviso di conclusione delle indagini a 5 indagati, accusati a vario titolo di concorso in truffa e frode nelle pubbliche forniture, e un solo indagato anche di falso. I cinque indiziati - padre e figlio titolari della «Raco costruzioni»; un architetto ex dipendente del Comune; l’addetto alla contablizzazione dei lavori; e il professionista scelto come collaudatore - respingono le accuse. Secondo Procura e poliziotti sarebbero stati attestati falsamente lavori non eseguiti e/o eseguiti in maniera difforme, da qui l’ipotesi di truffa «con rilevante danno grave per l’ente pubblico appaltante», ossia il Comune. Il sindaco Franco Landella ha già annunciato che se si dovesse arrivare al processo, l’amministrazione comunale si costituirebbe parte civile.

Ecco quali sono «le partite d’opera falsamente allibrate nella contabilità dei lavori appaltanti», come contesta la Procura, elencandole una per una nell’imputazione di concorso in truffa di cui rispondono tutti gli indagati. Si comincia dalla demolizione di solai in legno, 1622 euro pagati in occasione del primo «sal» (stato avanzamento lavori), confermata nel secondo e scomparsa dal terzo «sal» in poi. Ci sono poi 12mila euro per rimozione di gessi, cartongessi e stucchi, somma pagata in occasione del primo «sal», confermata nel secondo e scomparsa dal terzo in poi. Per il parquet in rovere contabilizzati oltre mille metri quadri per un costo di 164mila euro, «ma il parquet posto in opera» a sentire l’accusa «non è di rovere ma di iroko, non è di legno massello ma è multistrato; ha un valore di circa un terzo rispetto a quello oggetto di contratto con la conseguenza dell’illegittima allibrazione di 109mila euro».

L’elenco delle contestazioni prosegue con il battiscopa in rovere costato 12700 euro (che non sarebbe di rovere ed avrebbe un valore inferiore del 10% rispetto a quello oggetto del contratto); i 16mila euro per l’intonaco liscio di cemento per interni (somma pagata in occasione del secondo «sal» e scomparsa nel terzo e quarto, a dire della Procura); i 3700 euro che sarebbero stati pagati in più per le porte in legno; i 6400 euro che sarebbero stati pagati in più per i «vasi igienici»; i 16mila euro per le colonne in gesso liscio, per le quali «non si è proceduto alla sostituzione delle vecchie colone con nuove, bensìè alla mera riverniciature delle prime»); gli 11mila euro contabilizzati per lo smontaggio, pulitura e risistemazione delle applique («opera non realizzata, con un indebito allibramento di 9500 euro»); il rivestimento della rampa della scala monumentale in legno, moquette e canali luminosi («non vi è traccia di moquette nè di canali luminosi», sostiene la Procura).Un altro capitolo dei presunti pagamenti non dovuti riguarda le porte antincendio con relativi accessori (serrature, elettromagnete a parete, maniglioni antipanico) con 8 distinti episodi contestati e l’ipotesi che siano state «illegittimamente liquidati» circa 110mila euro. L’elenco delle contestazioni della Procura prosegue con la vetrata resistente al fuoco («illegittimanente liquidato l’importo di 44mila euro); le canalizzazioni in acciaio zincato nella sala Fedora («non realizzate in acciaio zincato»); i lavori all’impianto elettrico; i lavori di demolizione volte in muratura («articolo contabilizzato non al prezzo di contratto pari a 36 euro al metro quadro bensì al prezzo di 97 euro al metro quadro»); il trasporto a mano del materiale di scavo; la realizzazione di scale in acciaio («illegittimanente liquidati 21mila euro in più»); i lavabo per disabili con una presunta illegittima liquidazione maggiore di poco più di 1400 euro.

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