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Traffico rifiuti nel Foggiano 9 condanne, 2 assoluzioni

FOGGIA - Due assoluzioni e 9 condanne a oltre 22 anni di reclusione nel processo «black land» sul traffico illecito di 297mila tonnellate di rifiuti stoccati in Campania e sversati nel Foggiano
Traffico rifiuti nel Foggiano 9 condanne, 2 assoluzioni
FOGGIA - Due assoluzioni e nove condanne, con pene oscillanti da poco più di 2 anni a quasi 4 anni, per complessivi 22 anni e 8 mesi di reclusione al termine del processo abbreviato «Black land», scelto da 11 dei 18 imputati dell’inchiesta su un presunto traffico illecito di quasi 300mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi stoccati in siti della Campania e sversati illecitamente, interrati ed anche bruciati soprattutto nelle campagne ed ex cave del Foggiano, ma anche nel nord Barese, nel Beneventano e in Basilicata.

La sentenza di primo grado - con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato - è stata pronunciata poco prima delle 13 dal gup di Bari Marco Galesi, che ha accolto in gran parte le richieste di condanna avanzate lo scorso 1 dicembre dai pm della Direzione distrettuale antimafia (competente per il reato di traffico di rifiuti) Giuseppe Gatti e Renato Nitti: chiedevano 11 condanne per complessivi 38 anni e 10 mesi, con pene oscillanti da 2 anni e 8 mesi ai 4 anni e mezzo, nei confronti di 10 foggiani e un campano.

Coinvolti nell’inchiesta (per altri 3 imputati «fisici» e 4 aziende processo in corso a Foggia come riferiamo a fianco, ndr) titolari e dipendenti di ditte di compostaggio, aziende di trasporti, cooperative, camionisti, e proprietari di terreni: avrebbero indiscriminatamente sversato rifiuti per risparmiare - dice l’accusa - sui costi previsti da un corretto smaltimento dell’immondizia. Nel condannare i 9 imputati, il gup ha anche disposto che dovranno risarcire i danni ad una dozzina di parti civile (i comuni di Cerignola, Apricena, Ordona, Carapelle, Trani; il «consorzio igiene ambientale FG/4-Regione Puglia»; associazioni ambientaliste): disposto il pagamento di una provvisionale di 20mila euro a favore dei 5 comuni, del consorzio e di un’azienda agricola, l’entità dei risarcimenti dovrà essere quantificata in eventuali cause civili. Il gup ha anche disposto la confisca di alcuni terreni che sarebbero stati usati come discariche abusive.

Inflitti 3 anni, 9 mesi e 10 giorni a Gerio Ciaffa, 41 anni, foggiano residente a Ordona, amministratore di fatto di «Edil C» e «Pl trasporti» (4 anni e 6 mesi la pena richiesta dai pm); 2 anni e 4 mesi a Giuseppe Zenga, 27 anni, Carapelle, autotrasportatore (3 anni e 8 mesi chiesti dai pm); 2 anni e 6 mesi a Michele Brandonisio, 30 anni, Cerignola, amministratore della «Ecoball Bat» (chiesti 4 anni); 2 anni e 6 mesi a Donato Petronzi, 37 anni di San Paolo di Civitate, titolare dell’omonima ditta di trasporti (4 anni); 2 anni, 6 mesi e 20 giorni a Giuseppe Gammarota, 33 anni, Carapelle, dipendente della coop «Spazio verde plus» (3 anni e 8 mesi); 2 anni e 2 mesi a Donato Del Grosso, 47 anni, Carapelle, autista (3 anni e 8 mesi); 2 anni e 4 mesi a Claudio Durante, 38 anni, Stornarella; 2 anni, 4 mesi e 20 giorni a Francesco Pelullo, 38 anni di Cerignola, entrambi coinvolti perchè proprietari di terreni che sarebbero stati messi a disposizione per sversare i rifiuti della frazione secca (il pm chiedeva 3 anni e 4 mesi a testa); inflitti infine 2 anni, 2 mesi e 20 giorni a Gianluca Cantarelli, 33 anni di Aversa, autista (2 anni e 8 mesi la richiesta dei pm). Assolti Giuseppe De Nittis, 36 anni, Castelluccio dei Sauri, legale rappresentante della «Edil C» (3 anni e 4 mesi la richiesta dei pm); e Francesco Di Leno, 54 anni, di Carapelle, autista, prosciolto dalla più grave accusa di traffico di rifiuti (2 anni e 8 mesi chiedeva la Dda) e condannato a 6 mesi di arresto, con pena sospesa, per un episodio di sversamento di rifiuti (reato contravvenzionale).

L’inchiesta di Dda, carabinieri e Dia sfociò nel blitz dell’11 aprile con l’arresto di 14 persone sull’asse Foggia-Campania; e un maxi-sequestro di aziende, camion e discariche per un valore stimato dagli investigatori in 25 milioni di euro. Il processo ai 18 imputati (14 persone e le ditte («Biocompost Irpino», «Spazio verde plus»; «Edili C» e «P.I. trasporti» coinvolte in base alla legge che prevede la responsabilità anche degli enti e delle aziende, con confische e sanzioni in caso di condanna) si è sdoppiato: 11 imputati hanno scelto il rito abbreviato davanti al gup di Bari; per gli altri 7 (tre imputati «fisici» e le 4 aziende) si sta celebrando il processo di primo grado in corso davanti al giudice monocratico del Tribunale di Foggia. Sono 25 i capi d’imputazione contestati dalla Dda a vario titolo ai 14 imputati: 24 accuse riguardano singoli episodi di smaltimento illecito di rifiuti di gestione di discariche abusive e sono semplici reati contravvenzionali; la 25° imputazione - quella principale - coinvolge tutti in relazione al traffico illecito di rifiuti.

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