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FOGGIA – Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sarà a Foggia il prossimo 18 dicembre per sottoscrivere il protocollo Marcegaglia di autotutela delle imprese che denunciano il racket. La decisione dopo l'incontro con il sindaco del capoluogo dauno dopo gli attentati degli ultimi giorni. Il capo del Viminale: riflettori su foggia
«Un faro su Foggia» Dopo gli attentati arriva ministro Alfano
FOGGIA – Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sarà a Foggia il prossimo 18 dicembre per sottoscrivere il 'protocollo Marcegaglià di autotutela delle imprese che denunciano il racket. Lo ha reso noto il sindaco di Foggia, Franco Landella, al termine dell’incontro avuto oggi al Viminale per l’emergenza criminalità in citta al quale ha partecipato con il prefetto, Luisa Latella, il questore, Piernicola Silvis e il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto.

Nel corso della riunione, ha riferito il sindaco, Alfano si è detto disponibile a incrementare il numero delle forze dell’ordine a Foggia. Landella ha evidenziato "come in passato, forse, i governi hanno sottovalutato la situazione della criminalità organizzata a Foggia. Ora c'è un riflettore sulla città per la tutela dei cittadini e degli imprenditori onesti. Il Comune di Foggia per le sue competenze sarà accanto ai commercianti e agli imprenditori nella lotta al racket delle estorsioni come dimostra la decisione di affiggere il logo del Comune sulle locandine dell’iniziativà pizzofreè proposta dalle associazioni antiracket”.

 “Alfano ha preso l’impegno di essere presto da noi - ha commentato in una nota Scalfarotto – a dimostrazione di un impegno e di un interesse del governo che non sono mai venuti meno. E’ stata nello stesso tempo confermata la piena fiducia dell’esecutivo verso i rappresentanti dello Stato in sede territoriale. Il loro impegno strenuo e la loro competenza sono, insieme alla ritrovata reattività della società civile, l’arma più efficace di cui disponiamo contro il racket”.

 «L'incontro di questa mattina è servito ad accendere un riflettore sulla città di Foggia. Un riflettore ancora più luminoso. Occorrerà un maggiore sforzo da parte di tutte le componenti dello Stato per aggredire la criminalità organizzata e contrastare le estorsioni». Lo ha detto al Tg3 il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, al termine di un vertice al Viminale con il sindaco di Foggia Franco Landella, il prefetto Luisa Latella, il questore Piernicola Silvis e il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto.

Rispondendo ad una domanda sulla sicurezza in quel territorio, Alfano ha ricordato che «una risposta è già arrivata con l'arresto, l'altro giorno, di sette esponenti tra leader e gregari del clan Moretti-Pellegrino. È una risposta molto forte che investe positivamente e dà luce nuova all'azione di contrasto nell'ambito della realtà foggiana. È stato un grande risultato frutto del lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine ed è veramente qualcosa di eccellente. Ovviamente non ci accontentiamo di questo risultato, ma è da qui che dobbiamo partire».

Tornando sullo sforzo da mettere in campo per contrastare la criminalità e, in particolare, il fenomeno delle estorsioni, il responsabile del Viminale ha spiegato che «questo è un obiettivo che noi ci stiamo dando e che pensiamo davvero possa vedere insieme le istituzioni elettive, il governo nazionale e anche i rappresentanti di categoria. L'impegno che prendiamo è quello di dire ai commercianti: 'se subite un estorsione denunciatela, noi vi proteggeremo. I commercianti devono essere certi che non riceveranno la ritorsione di quello che loro denunciano. Questo è un impegno solenne e morale che noi assumiamo perchè pensiamo che la ribellione degli imprenditori, la ribellione dei commercianti, sia la leva per il riscatto. Non esiste uno Stato che ti libera, devi in qualche modo liberarti».

«Anche in realtà terribili della Sicilia - ha proseguito Alfano, a proposito di come sostenere l'antiracket a Foggia - gli imprenditori hanno saputo riscattarsi e risollevarsi e lo Stato è stato al loro fianco, noi siamo stati al loro fianco. Tutto ciò ha rappresentato un successo che vogliamo esportare in ogni zona del Paese».

«La logica con cui noi ci muoviamo - ha proseguito il ministro - è molto chiara: gli imprenditori devono fare impresa; i commercianti devono fare commercio. Non devono essere degli eroi. L'obiettivo degli imprenditori non deve essere quello di diventare degli eroi e lo Stato deve essere al loro fianco, nell'esercizio della loro libera attività in un libero mercato che non è libero se devi pagare il pizzo».

Pizzo che «spesso diventa il contante per pagare i latitanti, per realizzare una serie di cose che sono attività criminali. Questo è esattamente ciò che noi dobbiamo impedire con la nostra azione». «Noi siamo qui per dimostrare che Foggia non è l'ultima provincia d'Italia», ha aggiunto Alfano, rispondendo alla domanda su come sollevare la situazione di Foggia a questione nazionale. Questa città, ha proseguito, «è un pezzo importante del nostro Paese e dentro questo pezzo del nostro Paese c'è una criminalità organizzata della quale bisogna avere timore ma che lo Stato può sconfiggere. Uno Stato che però ci si accorga che è presente. Noi siamo presenti, i primi sette arresti sono avvenuti in questi giorni, per cui noi diciamo ai foggiani di avere fiducia perchè lo Stato sarà sempre più presente e perchè vogliamo che questa Squadra-Stato abbia come protagonisti anche gli imprenditori e le associazioni di categoria. Perchè un riscatto è più facile se avviene in comune». 

 

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