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CASALNUOVO MONTEROTARO (FOGGIA) - Il comparto agricolo del Subappennino dauno è in fermento. Agricoltori e coltivatori delle aree interne si trovano di fronte alla nuova sfida che la Pac (Politica agricola comunitaria) ha lanciato per il settennio 2014-2020 con il Piano di sviluppo rurale (Psr) che impone decisamente «l’innovazione» in agricoltura
Agricoltori disorietati dalla nuova Pac
di DINO DE CESARE

CASALNUOVO MONTEROTARO (FOGGIA) - Il comparto agricolo del Subappennino dauno è in fermento. Agricoltori e coltivatori delle aree interne si trovano di fronte alla nuova sfida che la Pac (Politica agricola comunitaria) ha lanciato per il settennio 2014-2020 con il Piano di sviluppo rurale (Psr) che impone decisamente «l’innovazione» in agricoltura, di fronte alla quale gli operatori del settore incontrano però serie difficoltà. Se ne è parlato in un affollato convegno di zona svoltosi nel teatro comunale di Casalnuovo sull’attualissimo tema “Aiuti diretti e piano di sviluppo rurale: quale innovazione in agricoltura”, promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con le tre associazioni di categoria Confagricoltura, Cia e Coldiretti, presenti oltre 200 agricoltori dei comuni di Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Pietramontecorvino, San Marco La Catola, Carlantino, Motta Montecorvino e Celenza Valfortore.

«Stiamo attraversando una fase delicata per l’agricoltura montana che coinvolge ormai tutte le aziende del territorio - ha affermato il sindaco Pasquale De Vita, portando il saluto della città di Casalnuovo Monterotaro – e questo convegno vuole essere un momento di riflessione per fare il punto sulla situazione agricola nelle zone interne della Capitanata che scontano una grave recessione della redditività, per questo puntiamo sul nuovo piano di sviluppo rurale per il rilancio della nostra agricoltura».

Ma sul Psr (piano di sviluppo rurale) è stato molto critico il presidente provinciale di Confagricoltura, Onofrio Giuliano, che nel suo intervento ha denunciato che «la Puglia è tra le regioni più sfavorite dalla riforma della Pac, che penalizza le colture più reddituali della regione, come il grano, l’olio e il pomodoro. Così come anche il sistema di ripartizione degli aiuti non è equilibrato verso tutti i produttori». Ad illustrare nei dettagli tecnici il piano di sviluppo rurale è stato Giuseppe Campanaro, consulente tecnico di Confagricoltura, il quale ha informato che il Piano di sviluppo rurale è stato licenziato da pochi giorni dalla Regione Puglia e inviato a Bruxelles per l’approvazione definitiva. Dopo gli interventi di Matteo Cuttano, dirigente Confcooperative di Foggia, che ha parlato della cooperazione in agricoltura, e di Luigi Orsitto, responsabile servizi assistenza Confagricoltura, che ha illustrato il sistema di ripartizione degli aiuti diretti 2014-2020, ha chiuso i lavori il direttore generale del Gal Meridaunia, Daniele Borrelli, che ha illustrato la specifica attività dell’agenzia a sostegno dell’agricoltura attraverso il cofinanziamento dei bandi con i fondi comunitari.

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