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L'aereo va via. Addio al Foggia-Milano?

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Il Fokker 50 della compagnia Air Vallée che sostava da dieci giorni al Gino Lisa è mestamente ripartito. Il volo Foggia-Milano Malpensa, rinviato a data da destinarsi, a questo punto torna seriamente in discussione come il progetto Blue Wings. Dalla società londinese nessuna comunicazione, domani scadono i sette giorni che la società si era data per risolvere in aeroporto alcune problematiche tecniche
L'aereo va via. Addio al Foggia-Milano?
di MASSIMO LEVANTACI

La farsa del Fokker 50 fatto atterrare sulla pista del Gino Lisa e tenuto in parcheggio per dieci giorni, si è sgonfiata come un palloncino bucato. L’aereo della compagnia Air Vallée è stato fatto ripartire quasi alla chetichella e questo forse vorrà dire che dei nuovi voli dal Gino Lisa (previsti inizialmente per il 27 ottobre) prederemo ogni traccia. Supposizioni, naturalmente, perchè dalla Blue Wings nessuno si è fatto vivo e tutto viene formalmente rimandato alla scadenza dei «sette giorni» (domani, lunedì) che la società londinese aveva con sussiego preteso da Aeroporti di Puglia per risolvere tutte quelle problematiche tecniche sorte in aeroporto che impedirebbero la partenza dei voli.

In realtà nessun sopralluogo c’è più stato al Gino Lisa, ma solo uno scambio di vedute fra Blue Wings e Aeroporti di Puglia all’inizio della scorsa settimana che non ha prodotto alcun risultato. Anche Aeroporti di Puglia sembra aver perso ogni speranza sulla serietà delle intenzioni della società italo-londinese che, lo ricordiamo, era stata presentata dalla Regione nell’ormai celebre conferenza del 12 settembre scorso come una proposta «in grado di rilanciare le sorti del Gino Lisa». Il presidente Vendola aveva detto anche, cercando di tranquillizzare i molti scettici, che questa operazione non sarebbe stata una «furbata», lasciando intendere che la Regione non si sarebbe mai affidata a un’iniziativa dall’incerto futuro solo per mitigare la sua immagine sul Gino Lisa agli occhi dei foggiani. In realtà questo ennesimo bluff può diventare un boomerang per la Regione, se non altro per la faciloneria e il pressapochismo con cui il governo regionale ha deciso di patrocinare una proposta di volo che non sta in piedi e non ci voleva la palla di vetro per capirlo.

Va detto che la partita di poker giocata da Valerio Zifaro era stata quasi subito «sgamata» da Aeroporti di Puglia, il giorno stesso (23 ottobre) della diffusione del comunicato con cui la Blue Wings annunciava il rinvio dei voli a causa dei nuovi orari di apertura e di chiusura dello scalo. Aeroporti di Puglia, d’intesa con Enac, aveva assicurato la società londinese che il Gino Lisa avrebbe aperto due ore e mezza prima (ore 6) per consentire la partenza del Foggia-Milano alle 7; e, quanto agli orari ridotti della torre di controllo, sono stati prolungati dalle attuali 8 ore a 12 nei giorni di lunedì e venerdì cioè quando è schedulato il Foggia-Milano Malpensa.

A questo punto vien da pensare che la Blue Wings abbia accolto come una manna dal cielo il nuovo orario Enac per razionalizzare i costi degli scali minori, entrato in vigore proprio il 27 ottobre, per attribuire ad altri fattori il prevedibile fallimento dell’operazione. E prima dell’Enac ci aveva pensato il piano Lupi (peraltro non ancora esecutivo) che declassa il Gino Lisa a scalo regionale, a far dire a Zifaro che non c’erano più le condizioni per svolgere un’attività di volo nello scalo foggiano ben prima di andare a un chiarimento con il gestore come poi Adp ed Enac hanno autonomamente fatto.

E comunque questa vicenda della blue Wings sembra destinata a diventare il più grande rebus nella storia dell’incompiuto Gino Lisa, se non altro perchè non può essere assimilata ai tanti fallimenti precedenti (Itali Airlines, Club Air, Avicom, MyAir-Darwin) in cui c’erano finanziamenti a far gola. Cos’è, allora, questa Blue Wings che sognava per il Gino Lisa un futuro fondato sui voli di linea e sui charter con i Balcani? I foggiani hanno diritto di saperlo e se non sarà la società a chiarire le ragioni di questa «comparsata», dovrà farlo la Regione.

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