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Aeroporto «Gino Lisa» si parte ma con garanzie

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - «I voli partiranno, già dalla settimana prossima»: così il manager della Blue Wings, Valrio Zifaro. Il programma dunque non cambia, nonostante gli intoppi che condizionano l’avvio di una start-up molto speciale perché riattivare i voli in un aeroporto normale è una cosa, farlo al Gino Lisa (fermo da tre anni) è ben altra faccenda. Valerio Zifaro, il rappresentante della società di brokeraggio italo-inglese, in questa intervista in esclusiva alla Gazzetta rilancia e chiarisce i motivi dello stop. Lunedì sopralluogo tecnico nell’avioscalo.
Aeroporto «Gino Lisa» si parte ma con garanzie
di MASSIMO LEVANTACI

«I voli partiranno, forse già dalla settimana prossima». Nessun giallo dunque, alla BlueWings assicurano che il programma non cambia nonostante gli intoppi che indubbiamente condizionano l’avvio di una start-up molto speciale perché riattivare i voli in un aeroporto normale è una cosa, farlo al Gino Lisa (fermo da tre anni) è ben altra faccenda. Valerio Zifaro, il rappresentante della società di brokeraggio italo-inglese, in questa intervista in esclusiva alla Gazzetta rilancia e chiarisce i motivi dello stop: «Ci siamo resi conto che nello scalo non funziona ancora quasi nulla, al di là dei comunicati ufficiali, e abbiamo deciso di fermarci anche noi per una pausa di riflessione».

Cosa significa non funziona quasi nulla? Aeroporti di Puglia ed Enac hanno dilatato i tempi di apertura dell’aeroporto e della torre di controllo proprio per venirvi incontro. «Entriamo nello specifico così ci capiamo meglio: il responsabile operativo dello scalo, ancora ieri mattina (giovedì: ndr) ci comunicava che nessun cambiamento di orario era stato notificato. Ma questo è il meno: a pochi giorni dal primo volo, il 27 ottobre (poi rinviato: ndr) non sappiamo ancora se possiamo utilizzare il check-in automatico e il piano di ricarico per riequilibrare l’aeromobile. Cose tecniche che alla gente magari non interessano, ma che per noi sono molto importanti».

Ne avete parlato con Aeroporti di Puglia? Che senso ha prendere cappello e andarsene? «Noi non ce ne andiamo e lo dimostreremo con i fatti. La nostra è solo una pausa in attesa di capire come dobbiamo operare sul Gino Lisa. Detto questo, dico anche che a Bari mi liquidano in due minuti e che per tutte le questioni tecniche sono autorizzato a parlare solo con Franchini, il direttore generale, il quale a sua volta deve contattare di volta in volta il tecnico che si occupa del determinato problema».

Ha detto però che i voli riprenderanno la prossima settimana. «E’ il nostro auspicio. Lunedì saremo in aeroporto per fare un sopralluogo e se Aeroporti di Puglia avrà messo tutte le cose a posto apriremo subito i collegamenti».

L’aereo resterà al Gino Lisa per quanto tempo ancora? « L’aeromobile resterà a Foggia per tutto il tempo che servirà. Anche l’equipaggio è in albergo, per il momento sta facendo solo vacanza. Spese naturalmente a carico della nostra società, come la nuova classificazione dell’antincendio, i servizi a terra e tutto il resto. Voglio precisarlo a scanso di equivoci».

Quanti passeggeri sono prenotati sul primo volo? «Una trentina, la maggior parte ci ha già chiesto di confermare la prenotazione e di posticiparla al primo volo utile. Abbiamo invece dovuto fermare le prenotazioni con i tour operator per i charter con i Balcani, ne abbiamo già sei in lista d’attesa».

Si è pensato che la vostra difficoltà di operare dal Gino Lisa fosse dovuta proprio all’attività char teristica. «In effetti se la torre di controllo funziona dalle ore 13 per le successive otto ore, a noi serve a poco. Ma Aeroporti di Puglia ci ha confermato che il turno dei controllori di volo può essere spostato al mattino, quindi nessun problema almeno spero».

Pentito di aver provato a riabilitare il Gino Lisa? «No, non sono pentito anzi andremo avanti nonostante tutte le difficoltà finora incontrate e quelle che, immagino, incontreremo ancora. Siamo circondati dagli scettici, è vero, ma ci vuol ben altro per scalfire la nostra idea di fondo».

Quale sarebbe? «Che il Gino Lisa è uno scalo che deve funzionare, perché punto di riferimento di un territorio che altrove vogliono conoscere e apprezzare. A Milano siamo in contatto con la Confindustria locale per alcuni collegamenti charter. La cosa che mi chiedo è dove li facciamo andare questi turisti una volta che atterrano a Foggia? Non vedo in giro pacchetti- vacanze, siamo andati alla fiera del Turismo di Rimini, qualche settimana fa, ma non abbiamo trovato alcuno stand che offrisse il prodotto Gargano. Di questo bisognerebbe preoccuparsi, non se i voli partono».

Beh, capire se anche voi fate sul serio è importante per il territorio. «Noi facciamo sul serio ma, lo ripeto: lo dimostreremo con i fatti. Piuttosto mettiamoci intorno a un tavolo a discutere di progetti di rilancio per questo territorio in chiave turistica».

Per il momento i turisti li portate fuori, nei Balcani soprattutto. «Un mercato tutto da scoprire, Foggia sarebbe il naturale trampolino di lancio. Per il momento portiamo i turisti al santuario di Medjugorie, via Mostar, ma è un canale anche quello di comunicazione molto promettente».

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