Martedì 16 Luglio 2019 | 14:51

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Rapine ai Tir, banda incastrata da dna trovato su cappellino Arrestato anche ultimo ricercato

FOGGIA – Una banda che assaltava Tir in transito nella provincia di Foggia è stata smantellata dai carabinieri. Quattro in carcere, un altro ricercato. Incastrati da tracce genetiche rinvenute su un cappellino lasciato dai rapionatori nell'auto coinvolta in un incidente dopo il colpo avvenuto due anni fa
Rapine ai Tir, banda incastrata da dna trovato su cappellino  Arrestato anche ultimo ricercato
FOGGIA – Una banda che assaltava Tir in transito nella provincia di Foggia è stata smantellata dai carabinieri che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 persone.

Gli arrestati sono accusati a vario titolo di rapina aggravata, sequestro di persona, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia.

IN manette sono finiti Giovambattista, Francesco e Mario Pelullo, di 27, 40 e 63 anni; Giusppe LANZA, 21 anni. Un quinto soggetto si è reso allo stato irreperibile ed è tuttora attivamente ricercato.

I primi tre sono gravemente indiziati dei reati di rapina aggravata, sequestro di persona e porto e detenzione illegale di armi in concorso, mentre il solo PELULLO Mario del reato di ricettazione.

I fatti si riferiscono ad un assalto avvenuto circa due anni fa. Alle tre di notte del 5 novembre 2012 un camionista che stava trasportando un carico di dolciumi verso Caserta veniva bloccato a Cerignola da quattro uomini a bordo di una Fiat Croma di colore nero. I malviventi, con il viso coperto da passamontagna ed armati di pistole e fucili, dopo essere saliti sul TIR ed aver preso a schiaffi il conducente, lo costringevano a scendere ed entrare nel loro veicolo, facendolo sdraiare sul sedile posteriore con la pistola puntata alla tempia. I malviventi conducevano il mezzo in un caseggiato rurale dove veniva svuotato per poi rilasciare l’uomo ed abbandonare il TIR dopo circa due ore e mezza nei pressi dello scalo ferroviario di Candela.

A quel punto lo sventurato camionista riusciva a chiedere aiuto ed allertare i Carabinieri che, poco dopo essere giunti sul posto ed aver avviato i primi accertamenti d’indagine, venivano avvisati di un incidente stradale appena avvenuto sulla SP 95 in cui era coinvolta una vettura simile a quella utilizzata per la rapina. In particolare a dare l’allarme era stata una persona che aveva assistito al grave incidente avvenuto nei pressi della sua abitazione ed aveva visto tre persone allontanarsi dalla vettura distrutta.

Dalle informazioni assunte dalla vittima si appurava che effettivamente la vettura incidentata, una Fiat Croma di colore nero provento di furto, era quella utilizzata dai rapinatori. La stessa veniva sottoposta ad accurati rilievi tecnici che permettevano di repertare varie tracce di materiale biologico, i passamontagna, una pistola Beretta calibro 9 con matricola abrasa ed un inibitore di frequenze (c.d. jammer) che serve a schermare eventuali impianti di allarme con gps. Ad incastrare uno dei malviventi è stata una tarccia di dna in un cappellino.

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