Martedì 23 Luglio 2019 | 05:32

NEWS DALLA SEZIONE

Sanità
Foggia sanità service, Emiliano: «firmati 150 contratti di lavoro a tempo indeterminato»

Foggia, Sanità Service: firmati 150 contratti di lavoro a tempo indeterminato

 
Nel Foggiano
Auto in fiamme sulla A14 dopo tamponamento: una 34enne estratta viva dalle lamiere

Auto in fiamme sulla A14 dopo tamponamento: una 34enne estratta viva dalle lamiere

 
In via La Piccirella
Foggia, furto in casa di una professionista, ladri via con 40mila euro di gioielli e orologi

Foggia, furto in casa di una professionista, ladri via con 40mila euro di gioielli e orologi

 
La decisione
S.Giovanni Rotondo: Tar boccia la «tassa» sugli autobus dei pellegrini

S.Giovanni Rotondo: Tar boccia la «tassa» sugli autobus dei pellegrini

 
Tra Mattinata e Vieste
Resort senza autorizzazioni: sequestro nel Foggiano

Resort senza autorizzazioni: sequestro nel Foggiano

 
Autoriciclaggio
Inchiesta Foggia calcio: indagati anche ex vicepresidente Curci e il fratello

Inchiesta Foggia calcio: indagati anche ex vicepresidente Curci e il fratello

 
Policlinico
Foggia, via Pinto chiusa dal 29 luglio: nuova mobilità per l'ospedale

Foggia, via Pinto chiusa dal 29 luglio: nuova mobilità per l'ospedale

 
Il premio
Vieste Archeofilm: vince Nicolò Bongiorno, figlio di Mike

Vieste Archeofilm: vince Nicolò Bongiorno, figlio di Mike

 
La tragedia
Foggia, scontro tra auto della Finanza e scooter: muore 15enne

Foggia, auto della Finanza contro scooter: muore 15enne, non aveva il casco

 
nel Foggiano
Lucera, festa patronale senza la musica: Comune al capolinea con i fondi

Lucera, festa patronale senza la musica: Comune al capolinea con i fondi

 

Il Biancorosso

IL CALENDARIO
Bari, ecco i prossimi impegnidal Pisa alla coppa Italia

Bari, ecco i prossimi impegni: dal Pisa alla coppa Italia

 

NEWS DALLE PROVINCE

LecceL'operazione
Lecce, lido abusivo a Torre Castiglione: sequestrato dalla Guardia Costiera

Lecce, lido abusivo a Torre Castiglione: sequestrato dalla Guardia Costiera

 
TarantoL'incidente
Taranto, investe donna e fugge via: rintracciato pirata della strada

Taranto, investe donna e fugge via in auto: rintracciato pirata della strada

 
Brindisi«Felicità è donare»
Brindisi, emergenza sangue: Al Bano in prima fila a sostegno delle donazioni

Brindisi, emergenza sangue: Al Bano in prima fila a sostegno delle donazioni

 
MateraIl caso
Ambiente, sopralluogo assessore Basilicata su spiagge del Metapontino

Ambiente, sopralluogo assessore Basilicata su spiagge del Metapontino

 
FoggiaSanità
Foggia sanità service, Emiliano: «firmati 150 contratti di lavoro a tempo indeterminato»

Foggia, Sanità Service: firmati 150 contratti di lavoro a tempo indeterminato

 
PotenzaDalla Polizia Locale
Basilicata, spiagge sicure: più di duemila beni sequestrati

Basilicata, spiagge sicure: più di duemila beni sequestrati

 

i più letti

Pelato «Igp», Anicav si scusa «Mai dimenticato Foggia»

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Non si è fatta attendere la reazione delle associazioni agricole all’Anicav che indica «fra Napoli e Salerno» il bacino produttivo del pelato, omettendo che quel pomodoro arriva dalla Capitanata. «Non siamo spettatori di un processo economico che riguarda questa provincia per il 25% della produzione nazionale», dice Raffaele Carrabba presidente regionale della Cia
Pelato «Igp», Anicav si scusa «Mai dimenticato Foggia»
di Massimo Levantaci

FOGGIA - L’Anicav si giustifica dopo aver indicato nel bacino compreso «fra Napoli e Salerno» la culla d’eccellenza del pomodoro pelato quando la materia prima, ovvero il pomodoro lungo di Capitanata, proviene – ammettono – per l’«80 per cento dalla provincia di Foggia». «C’è stata un’omissione non voluta», risponde così alla Gazzetta il direttore Giovanni De Angelis. Ma la svista dell’associazione delle imprese di trasformazione ha suscitato la reazione della Cia regionale, di Confagricoltura e di alcuni agricoltori (la testimonianza di uno di essi è riportata a fianco) poiché l’imprecisione di per sé potrebbe non dire molto se non fosse accompagnata da una visione campano-centrica del pomodoro da cui la Capitanata – primo bacino di produzione europeo – non riesce ancora ad affrancarsi e sono ormai quasi quarant’anni. Prova ne sia il fatto che il primo grande gruppo di trasformazione, l’industria Ar poi acquisita da Princes, ha potuto superare il confine soltanto nel 2009 ad opera di un campano, lo scomparso Antonino Russo e che il gruppo foggiano Futuragri nasce in quell’anno all’insegna di una “pax” industrial-commerciale fino a quel momento difficile da raggiungere.

«L’interesse comune dovrebbe essere quello di valorizzare un prodotto che ha perso colpi in Italia, con un consumo passato dal 50% al 16% in pochi anni – sottolinea De Angelis – le speculazioni di campanile non so a chi possano giovare. Quando parliamo di pomodoro pelato intendiamo il prodotto industriale, come la pezza di parmigiano. La Campania ne rappresenta da oltre un secolo il centro di produzione di eccellenza con l’85% delle industrie di trasformazione, dopotutto la richiesta del marchio Igp (indicazione geografica protetta: ndr) è sul trasformato, non sul prodotto agricolo».

Ma la Cia legge nelle parole dell’Anicav una «prevaricazione che non si giustifica, proprio ora che si sta cercando con fatica di far partire il primo distretto agroalimentare del pomodoro da industria», dice il presidente regionale Raffaele Carrabba. «Non esiste marchio Igp senza prodotto – aggiunge il dirigente della Confederazione agricoltori – la provincia di Foggia con il suo 25% di produzione nazionale non può essere considerata mera spettatrice di un processo economico che comincia dalla pianta e finisce nel piatto di ciascun consumatore. Il pomodoro pelato è il cavallo di battaglia di questo territorio: se non si assegna centralità al bacino di produzione del prodotto non si va da nessuna parte». Anche per Marco Nicastro (Confagricoltura) la vicenda tradisce la volontà dell’Anicav di «mettere il cappello» su una produzione che il distretto dovrebbe regolamentare, ma che «non è ancora riuscito a fare e dubitiamo che lo faccia a giudicare da come è partito».

L’idea del marchio Igp non è nuova, «ci pensammo noi tre anni fa in Camera di commercio», ricorda Giovanni Cera, ex vicepresidente della Cia, oggi responsabile economico. «Il marchio è ciò che serve al pelato per acquisire maggior forza sul mercato – aggiunge Cera – non è questo che contestiamo. Ma in un’ottica di sistema queste incomprensioni non sarebbero venute fuori se il distretto non fosse oggi un polo interprofessionale non definibile che raggruppa ben sette regioni, un’enormità».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie