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Tremiti, si vende la villa di Dalla Quella casa ha l’anima di Lucio

di FRANCESCO TROTTA
L’apprensione di queste ore alle Tremiti è legata alla voce (che impazza) secondo la quale anche la villa delle Tremiti potrebbe seguire la stessa destinazione delle altre, ovvero finire all’asta. «Non ne so nulla» è il laconico commento del sindaco dell’arcipelago diomedeo, Antonio Fentini. Ma i dubbi restano. Immersa nel verde a San Domino, la villa è un tripudio di colori mediterranei bianco e azzurro (nella foto Cala Matano)
Tremiti, si vende la villa di Dalla Quella casa ha l’anima di Lucio
di FRANCESCO TROTTA

Quella che una volta era la «villa di Lucio Dalla» sull’isola tremitese di San Domino, in via Domenico Sputo, pilota della II guerra mondiale (opera, come dire, toponomastica dello stesso proprietario), oggi invece è diventata (suo malgrado) la «villa dei …parenti di Lucio Dalla». Il noto cantautore, come si sa, è scomparso il 1 marzo 2012 e da allora la casa è passata, come dire, di mano.
È tornata agli onori della cronaca, si fa per dire, per via della recente notizia degli eredi che hanno messo in vendita i due appartamenti (secondo e terzo piano) di Bologna, in via Massimo D’Azeglio 15, dove l’amato cantautore viveva e la sua casa in riva al mare - Villa di Milo - nel catanese, un’are a di 21 mila metri quadrati, con parco piscina e terreni e dove Lucio si dilettava a produrre un vino bianco e rosso che egli stesso aveva ribattezzato con ironia «Lo Stronzetto dell’Etna». Le case andranno al miglior offerente e coi proventi dell’operazione si realizzerà un museo dedicato al musicista. Chi vorrà partecipare alla gara dovrà presentare la sua offerta in busta chiusa nel periodo compreso fra l’1 e il 30 settembre di quest’anno.

L’apprensione di queste ore alle Tremiti è legata alla voce (che impazza) secondo la quale anche la villa delle Tremiti potrebbe seguire la stessa destinazione delle altre, ovvero finire all’asta. «Non ne so nulla» è il laconico commento del sindaco dell’arcipelago diomedeo, Antonio Fentini. Ma i dubbi restano. La villa si affaccia su Cala Matano, una tra le insenature più famose delle Isole Tremiti. Il suo nome deriva da quello dell’omonima duchessa, moglie di un amministratore locale, e ha fornito il pretesto a Dalla per intitolare così un suo album nel 2001, che fu presentato proprio lì.

Immersa nel verde a San Domino, la villa è un tripudio di colori mediterranei bianco e azzurro. Acquistata da Dalla diversi lustri fa direttamente dal vecchio proprietario, un avvocato di Bologna, la casa ha un balcone-veranda spazioso, in cui l’artista amava intrattenersi. Affacciandosi, la visuale è interamente occupata dalla sagoma dell’isola di San Nicola, che si staglia imponente sullo sfondo.
Il cantautore l’amava così tanto da arrivare a trasformarla in uno studio di registrazione avveniristico. Se la bellezza di Sorrento ispirò a Dalla, seduto al pianoforte, uno dei suoi più ricordati capolavori musicali, ovvero «Caruso», forse il più celebre dei suoi successi, l’incanto delle Tremiti ha viceversa «acceso» in Dalla una magia musicale tale da consentirgli di sfornare brani tra i più venduti nel settore discografico, da Come è profondo il mare e, come già ricordato, l’album Luna Matana. Complice il consueto concerto estivo - si teneva nella zona prospiciente piazza Castello, all’isola di San Nicola - che Dalla organizzava e dove invitata big e giovani emergenti (era un talent scout riconosciuto), da quella villa sono in pratica passati tutti i più grandi interpreti della canzone italiana. Tutti disponibili all’appello di Lucio. Li invitava, li ospitava, cantavano e ripartivano convinti di essere stati in «paradiso». Alla rinfusa, Gigi D’Alessio, Gianni Morandi, Renato Zero, Irene Fargo, oltre ovviamente a Ron, solo per citarne alcuni. E i «giovani» come Pier Davide Carone che a Sanremo duettò proprio con Dalla nel brano Nanì. I concerti avevano il suggestivo titolo «Il Mare le Stelle» ed erano veri e propri atti d’amore, come lui stesso spesso sottolineava, verso l’arcipelago diomedeo. L’ultimo fu in occasione del «No Oil» contro le trivelle. Era il 30 giugno 2011.

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