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Ferrovie dello Stato «riapre» il cantiere dell’alta capacità sulla tratta Cervaro-Bovino

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - L’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Michele Elia, si è «impegnato» ieri con i sindacati di Cgil, Cisl e Uil e con l’assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, a riaprire il cantiere dell’alta capacità sulla Cervaro-Bovino chiuso dal gennaio scorso. Speranze per i 250 dipendenti. «Elia - riferiscono i sindacati - ci ha rassicurato che risolverà tutti i problemi a settembre»
Ferrovie dello Stato «riapre» il cantiere dell’alta capacità sulla tratta Cervaro-Bovino

di MASSIMO LEVANTACI

FOGGIA - Il cantiere dell’alta capacità ferroviaria Carvaro-Bovino scalo dovrebbe riaprire a settembre. Condizionale d’obbligo dopo le numerose false partenze incontrate finora (i lavori sono fermi dallo scorso gennaio), ma se a dirlo è l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato forse è il caso di prestare più attenzione alle scadenze. Ieri mattina Michele Elia ha ricevuto una delegazione di sindacalisti foggiani (c’erano Giovanni Tarantella della Fillea Cgil, Urbano Falcone Filca Cisl e il segretario confederale Uil Gianni Ricci) e l’assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, per fare il punto della situazione dopo il vertice di fine luglio in assessorato ai Trasporti.

L’ex manager di Rfi, ovvero della stazione appaltante dei lavori sull’alta capacità, conosce bene le traversie che hanno finora ostacolato la ripresa dell’appalto, per cui non ci è voluto molto per definire il quadro degli interventi e provare a ripartire. «E’ stato un buon incontro – hanno commentato al termine i sindacati – l’amministratore Elia ci ha assicurato che si sta lavorando alla definizione del problema e si è impegnato sia con noi che con la Regione a trovare una soluzione entro settembre. Siamo soddisfatti per la disponibilità manifestata dal numero 1 di Ferrovie dello Stato – hanno sottolineato le sigle – se non altro perché queste rassicurazioni permettono di tranquillizzare i 250 lavoratori che da quando è fermo il cantiere non ricevono più lo stipendio. Ma naturalmente aspetteremo con trepidazione l’arrivo del mese di settembre per capire come Rfi avrà sbrogliato la matassa».

Elia – così come hanno riferito i sindacati e l’assessore Giannini – non ha spiegato in che modo farà ripartire il cantiere sulla Foggia-Bovino, ventitre chilometri di linea da velocizzare dei quali 19 già conclusi. Come si ricorderà l’ostacolo si chiama Rabbiosi, l’impresa aggiudicataria dei lavori che ha portato i libri in Tribunale sul finire dello scorso anno causando in tal modo lo stop dei lavori. La Rabbiosi, oggi in amministrazione controllata, sarebbe di fatto tagliata fuori dal proseguimento della gara d’appalto, ma invece è proprio quello che non vogliono sindacati e Regione per evitare di perdere altro tempo. In caso di rinuncia alla Rabbiosi, infatti, Rfi dovrebbe bandire un’altra gara d’appalto per la riaggiudicazione dei lavori e ci vorrebbe almeno un anno prima di rivedere gli operai in cantiere: troppo per i 250 lavoratori e le loro famiglie incappati nella paradossale situazione di un appalto finanziato con 150 milioni di euro dei quali appena 90 già spesi.

«Noi siamo contrari al riaffidamento dell’appalto ad altra impresa – ha commentato l’assessore Giannini con la Gazzetta – perché ci sono oggi le leggi che, in certi casi, consentono alle imprese in amministrazione controllata di proseguire con i lavori. Non sappiamo se sia questa la strada che Rfi intenderà seguire, fatto sta che l’amministratore delegato di Fs si è impegnato nella ricerca di una soluzione che preveda l’immediata riapertura del cantiere e scongiuri il prolungamento dei tempi d’attesa. Questa soluzione – aggiunge l’assessore ai Trasporti – è possibile che arrivi a settembre, la data entro cui chiudere finalmente questa vicenda. Oggi non siamo nelle condizioni di capire in che modo Rfi vorrà risolvere la questione Rabbiosi, ma lo capiremo presto perché si tratta di attendere solo qualche altra settimana».

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