Venerdì 20 Marzo 2026 | 15:44

Società Foggiana, dimezzata in appello la pena per il boss Sinesi: 8 anni per l'agguato del rivale

Società Foggiana, dimezzata in appello la pena per il boss Sinesi: 8 anni per l'agguato del rivale

Società Foggiana, dimezzata in appello la pena per il boss Sinesi: 8 anni per l'agguato del rivale

 
Società Foggiana, dimezzata in appello la pena per il boss Sinesi: 8 anni per l'agguato del rivale

Sinesi e Ragno furono arrestati per l’agguato a Lanza il 13 maggio 2024 quando le ordinanze cautelari vennero notificate in cella perché già detenuti. Decisive le dichiarazioni di 5 pentiti

Venerdì 20 Marzo 2026, 14:01

La Corte d’appello di Bari ha condannato il boss Roberto Sinesi a 8 anni, dimezzando la pena rispetto ai 16 anni del verdetto di primo grado, quale mandante del tentato omicidio del capoclan rivale Vito Bruno Lanza ferito il 17 ottobre 2015. Sconti di pena anche per Sergio Ragno, da 10 a poco più di 6 anni, che guidò l’auto del commando di killer; e per il pentito Giuseppe Francavilla che fornì un suo uomo (lo stesso Ragno) e una pistola per il tentato omicidio: per lui pena sotto i 4 anni a fronte dei 4 anni e 10 mesi del primo grado.

E’ la sentenza pronunciata nel pomeriggio dalla Seconda sezione della Corte d’appello di Bari per il tentato omicidio aggravato dalla mafiosità di Lanza, 74 anni, detto «u’ lepre» nome storico della Società foggiana, al vertice del clan Moretti/Pellegrino/Lanza, ferito il 17 ottobre 2015. Ferimento collegato alla 7ª guerra della quarantennale storia della Società tra i Moretti/Lanza/Pellegrino e i Sinesi/Francavilla. In 13 mesi, tra settembre 2015 e ottobre 2016, ben 10 sparatorie con 3 morti e 11 feriti/illesi su entrambi i fronti.

Sinesi è stato condannato a 17 anni in continuazione con i 9 anni inflitti per mafia in «Decimazione»; Ragno a 16 anni sempre in continuazione con altre condanne. Il pg Francesco Bretone nell’udienza dello scorso 18 dicembre chiese 10 anni per Sinesi, sessantaquattrenne becchino al vertice dell’omonimo clan, detenuto (è al 41 bis) dal 6 settembre 2016 per scontare 20 anni e 2 mesi in quanto condannato per mafia in Decimazione; per estorsione in Saturno; e per il possesso della pistola con cui rispose al fuoco dei killer che cercarono di ammazzarlo il 6 settembre 2016. Il pg poi chiese 9 anni per Ragno, quarantottenne; e la conferma della sentenza di primo grado per Giuseppe Francavilla, 48 anni, pentitosi il 31 gennaio 2024 dopo vent’anni al vertice dell’omonima famiglia federata con i Sinesi. L’avvocato Ettore Censano per Sinesi e Ragno aveva rinunciato a insistere nella richiesta di assoluzione, sollecitando sensibili sconti di pena da applicare in continuazione con precedenti condanne. Anche l’avvocato Rosa Pandalone per Francavilla chiedeva di ridurgli la pena, rimarcando il ruolo decisivo del collaboratore di giustizia.

Sinesi e Ragno furono arrestati per l’agguato a Lanza il 13 maggio 2024 quando le ordinanze cautelari vennero notificate in cella perché già detenuti. Decisive le dichiarazioni di 5 pentiti: i fratelli Giuseppe e Ciro Francavilla; Carlo Verderosa, pentitosi a dicembre 2019 dopo 8 anni nelle fila del clan Moretti; Patrizio Villani, sammarchese, killer del clan Sinesi/Francavilla, pentitosi a maggio 2022 dopo una condanna a 30 anni per omicidio; e il barese Michele Miccoli.

Lanza, fedelissimo di Rocco Moretti, alla guida di una city-car percorreva la circumvallazione quando 3 sicari da una “Golf” fecero fuoco con 2 pistole, ferendolo gravemente. Poche ore dopo la Dda ordinò il fermo di Luigi Biscotti nipote di Roberto Sinesi, e Ciro Spinelli quali esecutori materiali; sono stati condannati in via definitiva a 8 anni il primo, e 5 anni e 6 mesi il secondo: pene da tempo espiate. I sospetti su Sinesi quale mandante subito ipotizzati visto il coinvolgimento del nipote, si concretizzarono col pentimento di Pino Francavilla. Raccontò alla Dda che Biscotti su ordine di Sinesi gli chiese aiuto per sparare a Lanza. «Io non ero d’accordo, ma di fronte all’ordine di Sinesi non potevo rifiutarmi, e mi dovetti mettere a disposizione. Chiesi cosa servisse, Biscotti rispose: “Un uomo e una pistola”. Così gli diedi un’arma usata nell’agguato e Sergio Ragno che guidò l’auto perché sa portare la macchina». Francavilla aggiunse che nei mesi successivi mediò su richiesta di Sinesi, un summit tra Sinesi e Lanza per quello che doveva essere un chiarimento. Invece quando i due mafiosi nella primavera 2016 si ritrovarono faccia a faccia, Sinesi disse al rivale: «Tu vai da un sacco di anni che mi vuoi ammazzare e io ho cercato di ammazzarti: li ho mandati io a spararti».

Il fratello Ciro Francavilla confermò alla Dda d’essere stato presente al summit tra Sinesi e Lanza. Verderosa riferì che nel clan Moretti si ipotizzava che l’ordine per uccidere Lanza fosse arrivato da Sinesi. Villani, rivelò che Ragno gli confidò d’aver guidato l’auto del commando. Infine Miccoli parlò delle confidenze del compagno di cella Lanza: «Mi disse che a sparargli era stato tale Biscotto su mandato di Sinesi. Disse: “Quel cornuto mi ha fatto fare questa azione. Io ho finto d’essere morto e se ne sono andati, se erano buoni dovevano avvicinarsi e continuare ad ammazzarmi”».

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