Uomo profondamente devoto, potrebbe essersi sentito offeso nel proprio credo religioso Boubakar Toure, 33 anni, senegalese, in carcere a Foggia con l’accusa di aver ucciso a martellata il ventenne gambiano Mamina Myassi, il pomeriggio del 13 marzo durante un litigio nel ghetto “L’Arena” vicino San Severo. Potrebbe essere questo il movente dell’omicidio. Condizionale d’obbligo perché le indagini proseguono; e perché chi potrebbe contribuire a chiarire la situazione, ossia il sospettato subito fermato, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip ieri mattina in cella. Il pm Roberto Galli gli contesta l’omicidio “per aver sferrato plurimi colpi con un martello a fronte e tempia” della vittima, morta sul colpo.
Il legale: “legittima difesa” - La Procura chiede la detenzione in carcere; il difensore la concessione dei domiciliari. Il gip Armando Dello Iacovo si è riservato di decidere. “Il mio assistito” dichiara l’avv. Giovanni Salatto “ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Si tratta di una scelta tecnica e prudenziale, assolutamente doverosa in questa fase di indagini preliminari, in attesa di poter acquisire e studiare in modo approfondito tutti gli elementi del fascicolo. La dinamica dei fatti appare, allo stato attuale, tutt'altro che lineare. Il contesto in cui è maturata la tragedia è caratterizzato da forte marginalità sociale e tensioni latenti. La difesa sta valutando con la massima attenzione l'ipotesi della legittima difesa o, in subordine, di una tragica fatalità scaturita al culmine di una reciproca aggressione. A tal fine, si ritiene che solo gli imminenti accertamenti medico-legali e, in particolare, l'esame autoptico sulla vittima, potranno chiarire in modo oggettivo e inequivocabile la reale dinamica dell'evento, la direzione dei colpi e l'esatta causa del decesso, elementi dirimenti per l'esatta qualificazione giuridica del fatto. Al termine dell’interrogatorio ho chiesto al giudice l'applicazione della misura cautelare meno afflittiva possibile. Pur nella consapevolezza delle oggettive e attuali difficoltà legate all'indicazione di un domicilio idoneo in cui eseguire misure alternative al carcere” (Boubakar Toure è senza fissa dimora, domiciliato nella struttura L’Arena luogo del delitto) “voglio rimarcare che l'assenza di una fissa dimora non deve tradursi in un automatismo per l'applicazione della massima misura custodiale, il carcere, dovendo sempre prevalere i criteri di proporzionalità e adeguatezza. Voglio infine esprimere” conclude l’avv. Salatto “il profondo rispetto per la vittima di questa triste vicenda, confidando nel sereno e rigoroso operato della magistratura per l'accertamento della verità”.
8^ omicidio nei ghetti - Domani il pm affiderà al medico legale l’incarico di accertare le cause del decesso. L’autopsia confermerà quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica: Mamina Myassi è morto per i ripetuti colpi al capo inferti con un martello di 22 centimetri, sequestrato dalle forze dell’ordine che hanno ascoltato alcuni testimoni per ricostruire il movente dell’ennesimo omicidio in uno dei tanti ghetti della Capitanata. Otto dal 2016: ben 5 nella baraccopoli di borgo Mezzanone (10 dicembre 2016; 27 ottobre 2020; 30 luglio 2021; 28 settembre 2025: 4 ottobre 2025); 1 nell’ex ghetto di Rignano (28 luglio 2016) smantellato dalle ruspe nel marzo 2017); 1 a Torretta Antonacci vicino San Severo (22 aprile 2020); ora “L’Arena” sempre a San Severo.
Silenzio istituzionale - Sull’omicidio Myassi e l’arresto del presunto responsabile la Questura non ha diffuso comunicati. Si comunicano chiusure per qualche giorno di circoli e locali per motivi di ordine pubblico; multe ai monopattini elettrici. Ma silenzio su un fatto di sangue così grave, peraltro risolto (pur se è un omicidio a… km zero di facile soluzione, anche se 2 delitti analoghi nel 2025 a Mezzanone sono ancora irrisolti). Questo nella provincia ai vertici nazionali per numero di omicidi e per omicidi irrisolti; ai primi posti per percezione d’insicurezza dei cittadini. Se esistesse una classifica della strategia della comunicazione, chissà Foggia che posto occuperebbe…
















