Sabato 14 Marzo 2026 | 13:36

Tabaccaia uccisa durante una rapina a Foggia, chiesto l’ergastolo per l'omicida: «Nessuna attenuante»

Tabaccaia uccisa durante una rapina a Foggia, chiesto l’ergastolo per l'omicida: «Nessuna attenuante»

Tabaccaia uccisa durante una rapina a Foggia, chiesto l’ergastolo per l'omicida: «Nessuna attenuante»

 
Tabaccaia uccisa durante una rapina a Foggia, chiesto l’ergastolo per il presunto omicida: «Nessuna attenuante»

«Un omicidio mascherato da rapina»: secondo l'accusa, il vero movente va cercato in chi, rimasto ignoto, voleva mettere le mani sull’attività della Marasco e per questo ne avrebbe ordinato la morte

Sabato 14 Marzo 2026, 11:46

11:47

Il pm Alessio Marangelli ha chiesto alla corte d’assise di condannare all’ergastolo Redouane Moslli, il bracciante marocchino di 46 anni accusato d’aver accoltellato durante una rapina che fruttò 72 euro Franca Marasco, 72 anni, foggiana, titolare della rivendita di tabacchi di via Marchese De Rosa 100, uccisa la tarda mattinata del 28 agosto 2023 nel primo giorno di riapertura dopo la pausa feriale. Per il pm l’imputato, in cella dal 3 settembre 2023 e che ieri ha rinunciato a presenziare all’udienza, non merita la concessione delle attenuanti nonostante la confessione resa sin dal fermo. Non le merita - ha detto il pm parlando alla corte per mezz’ora - perché il suo racconto sulla dinamica del delitto, quando praticamente dice che la vittima si ferì scagliandosi contro l’aggressore, è smentito dall’autopsia che accertò 4 fendenti inferti a collo e addome. Da qui la richiesta di carcere a vita.

Richiesta di ergastolo ribadita dall’avv. Giulio Treggiani, parte civile per i familiari della sorella e nipoti della vittima. Nell’arringa di un’ora ha detto che “non fu un omicidio a scopo di rapina ma un omicidio mascherato da rapina”. Secondo l’avv. Treggiari il vero movente va cercato in chi, rimasto ignoto, voleva mettere le mani sull’attività della Marasco e per questo ne avrebbe ordinato la morte.

Il legale ha ricordato le paure della vittima nell’ultimo anno confidate alla sorella Rosa; le minacce ricevute; le presenze minacciose nella tabaccheria; il furto subito nella rivendita; l’incendio della porta di casa; gli inviti che le furono rivolti da alcune persone (di cui la tabaccaia non fece i nomi ai familiari) a cedere l’attività vista anche l’età avanzata. L’avv. Treggiari ha ipotizzato che nemmeno Moslli sappia chi lo mandò a uccidere, affidandogli il ruolo di “mero” esecutore materiale.

Prossima udienza il 24 aprile per l’arringa difensiva. L’avv. Benedetto Maria Scippa chiederà alla corte di riconoscere all’imputato le attenuanti generiche e di condannarlo al minimo della pena, mettendo sul piatto della bilancia il comportamento processuale di Moslli: ammise quando du fermato 7 giorni dopo il delitto; fece il nome del presunto complice; ribadì la confessione al gip; e poi mesi dopo in un nuovo interrogatorio al pm; infine in aula nell’udienza del 3 ottobre 2025.

Moslli entrato nella rivendita con mascherina sul volto, guanti e coltello da cucina, fu filmato durante la fuga a viso scoperto da numerose telecamere e riconosciuto da alcuni testimoni come l’uomo ritratto nei video. Rintracciato a Napoli il 3 settembre, confessò pur sostenendo che non voleva uccidere la Marasco; e che la morte sarebbe stata conseguenza di una doppia colluttazione con la vittima. Versione definita già dal gip inverosimile nell’ordinanza di convalida del fermo. Moslli chiamò in causa come presunto complice Vittorino Checchia, 70 anni, foggiano, che fu così arrestato il 14 settembre 2023. Morì in ospedale piantonato dalla Polizia penitenziaria il 15 giugno 2024, prima del processo. Checchia si diceva innocente, mentre a dire di Moslli fu l’anziano a indicargli l’obiettivo da colpire; a fornirgli mascherina e guanti; a ospitarlo per qualche minuto nel suo locale per consentire all’assassino in fuga di cambiarsi i vestiti; a spartire i 72 euro rapinati; a consigliargli di lasciare Foggia.

Inizialmente il pm contestava a Moslli la rapina aggravata dai motivi abietti e futili “data la modestia del bottino”; e il concorso anomalo in omicidio (reato diverso da quello voluto) aggravato dal nesso teleologico: aver ucciso per portare a termine la rapina. Poi nell’udienza del 21 novembre 2025 il pm Marangelli modificò il capo d’imputazione: non più concorso anomalo in omicidio aggravato dal nesso teleologico, ma omicidio aggravato dalla crudeltà e dalle condizioni di minorata difesa della vittima considerate età avanzata e corporatura esile. Differenza non da poco per i familiari della Marasco e dell’avv. Giulio Treggiari, secondo cui l’omicidio ha un altro movente, come raccontato anche da Rosa Marasco che era al telefono con la sorella al momento dell’omicidio. Se davvero l’obiettivo di Moslli era rapinare la vittima, come mai - ha detto in arringa l’avv. Treggiari - il rapinatore non prese i 6mila euro custoditi in una borsa aperta poggiata sul bancone della rivendita? Né tutte le monete nei cassetti? O i numerosi “gratta e vinci” in esposizione? Perché non era la rapina l’obiettivo, ma uccidere la Marasco.

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