Martedì 21 Aprile 2026 | 16:41

Foggia, già scarcerato un 40enne condannato per sfruttamento della prostituzione

Foggia, già scarcerato un 40enne condannato per sfruttamento della prostituzione

Foggia, già scarcerato un 40enne condannato per sfruttamento della prostituzione

 
La proposta dell'Associazione: «Puniamo i clienti delle prostitute»

A dare il via all’indagine la denuncia sporta ai carabinieri a marzo di un anno fa da una romena. Raccontò d’essere stata ospitata a Ordona a casa di un connazionale e d’essere stata costretta a prostituirsi sulla statale 16

Venerdì 20 Febbraio 2026, 12:20

Avrebbe accompagnato le prostitute sulla circumvallazione di Foggia, e qualche volta consegnato loro anche la legna per accendere i falò per riscaldarsi e richiamare l’attenzione di potenziali clienti. Riconosciuto colpevole di induzione alla prostituzione e assolto dal più grave reato di associazione per delinquere finalizzata reclutare in Patria romene per poi farle prostituire a Foggia, è stato condannato a 1 anno e 4 mesi e scarcerato Marius Claudiu Druiu, quarantenne romeno domiciliato a Foggia, arrestato il 17 luglio scorso insieme a due connazionali. La sentenza l’ha pronunciata il gup Cecilia Massarelli nel processo abbreviato chiesto dalla difesa, con conseguente riduzione di un terzo della pena. Il pm Conticelli sollecitava una condanna a 5 anni per entrambi i reati; l’avv. Fortunato Rendiniello l’assoluzione, e in subordine il minimo della pena per il solo reato di induzione alla prostituzione. Il gup ha accolto poi l’istanza difensiva, ritenuto cessate le esigenze cautelari e rimesso in libertà l’imputato che era ai domiciliari.

Per queste stesse accuse lo scorso 29 gennaio il Tribunale di Foggia aveva condannato a 2 anni e 2 mesi Madalina Sardaru, 41 anni, residente a Ordona, ritenendola colpevole del solo reato di induzione e sfruttamento della prostituzione, con assoluzione dal reato associativo; e assolto da entrambe le imputazioni il marito Abel Petre, ventinovenne. In seguito all’assoluzione l’uomo era stato scarcerato, tornando alla detenzione domiciliare in quanto sconta 2 anni e 8 mesi perché insieme a alcuni familiari nel dicembre 2024 fu coinvolto nel sequestro-lampo del fidanzatino della sorella, rapito e rilasciato dopo un paio d’ore.

L’indagine sul giro di prostituzione all’imbocco di Foggia portò all’emissione di 4 ordinanza cautelari il 17 luglio 2025 di cui 3 eseguite, e al processo sdoppiatosi a carico dei 3 romeni mentre fu stralciata la posizione del quarto sospettato sfuggito alla cattura. A dare il via all’indagine la denuncia sporta ai carabinieri a marzo di un anno fa da una romena. Raccontò d’essere stata ospitata a Ordona a casa dei coniugi Petre-Sardaru, anche se in quel periodo l’uomo era in carcere per il sequestro di persona; e d’essere stata costretta a prostituirsi sulla statale 16 dopo aver scoperto che le era stato sottratto il passaporto. “La Sardaru mi disse che avrebbe trattenuto lei i miei documenti se non mi fossi prostituita. Dal carcere il marito Petre mi inviò un messaggio vocale dicendo: ‘se non fai quello che ti ordina mia moglie, ossia la prostituta, appena esco dal carcere ti vengo a trovare e ti ammazzo’”.

Stando alla denuncia della donna, erano il fratello di Abel Petre (il quarto indagato dell’inchiesta) e talvolta Druiu ad accompagnare in auto lei e altre 5 romene alla periferia di Foggia dove si prostituivano tutti i giorni dalle 13 alle 22.

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