le indagini
«Se non apri ti ammazzo»: a Cerignola 32enne arrestato per stalking
La giovane donna avrebbe «passato i guai» se non avesse pubblicato sul proprio profilo social la foto dell’ex compagno «per mettere in fuga eventuali corteggiatori»
La giovane donna avrebbe “passato i guai” se non avesse pubblicato sul proprio profilo social la foto dell’ex compagno “per mettere in fuga eventuali corteggiatori”. “Soltanto” parole quelle dell’uomo lasciato che non accettava la fine della relazione pretendendo che tornassero insieme? Nient’affatto, perché le minacce sarebbero state seguite e accompagnate da ceffoni, pugni, calci, persino una sigaretta spenta su un ginocchio della vittima. Racconta questo l’ennesima storia di stalking in provincia di Foggia che ha portato in carcere a Cerignola Stefan Titi Caldararu, 32 anni, romeno domiciliato nel centro del basso Tavoliere, arrestato su ordinanza cautelare del gip del Tribunale di Foggia Armando Delle Iacovo.
Nelle prossime ore l’indagato difeso dall’avv. Gianluca Pignataro comparirà davanti al giudice per fornire la propria versione dei fatti. Il pm lo accusa di stalking, maltrattamenti, tentata estorsione, lesioni e violazione di domicilio ai danni di una connazionale residente a Cerignola che pose fine alla relazione con l’indiziato a novembre 2024. Da quel momento sarebbero cominciati gli atti persecutori raccontati dalla vittima in una serie di querele tra aprile e luglio 2025.
Il 21 aprile 2025 Caldararu sarebbe entrato nell’abitazione un tempo condivisa con l’ex compagna, sferrandole pugni e schiaffi a testa, volto e calci. Il 30 maggio successivo l’uomo avrebbe bussato alla porta di casa dell’ex insultandola e avvertendola: “non far finta di non essere in casa; se stai con qualcuno dimmelo. Apri la porta e fammi vedere altrimenti vengo con due amici, butto a terra la porta, ammazzo te e il tuo amico”; quando lei gli disse che avrebbe chiamato la polizia, Caldararu avrebbe replicato: “chiama chi vuoi, tanto li ammazzo”; e 20 minuti dopo l’intervento di una pattuglia delle forze dell’ordine, l’uomo sarebbe tornato a “presidiare” per alcune ore l’abitazione dell’ex convivente. Il 3 giugno nuova minaccia di sfondarle la porta seguita dall’intimidazione perché la donna pubblicasse sul proprio profilo su un social la foto di lui, che doveva servire “a mettere in fuga” eventuali corteggiatori. Il 19 giugno nell’incrociare in strada la parte offesa, Caldararu avrebbe preteso di controllare la rubrica telefonica, insultandola: al rifiuto le avrebbe spento una sigaretta sul ginocchio, colpendola anche con pugni e calci. Il 12 luglio avrebbe inutilmente invitato la ex a riprendere la loro relazione; pensando che lei avesse un altro uomo, l’avrebbe colpita con un pugno, convinta a seguirlo a casa di lui e passare la notte nell’appartamento.
Pm e gip credono al racconto della donna, riscontrato da foto delle lesioni riportate, referti medici, interventi delle forze dell’ordine nell’abitazione della donna che nel chiedere aiuto alla Legge così ha sintetizzato l’incubo in cui è piombata. “Ho limitato e continuo a limitare i miei rapporti con amici e parenti; la mia vita è diventata impossibile. Vivo con la paura. Ho attacchi di panico, un perdurante stato di ansia che mi assale quando si fa sera e non mi fa dormire. Vivo nel terrore che lui possa avere reazioni violente. Ho paura anche quando la mattina presto mi reco al lavoro perché potrei ritrovarmelo davanti casa quando non c’è nessuno”.