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Apricena, un raid dopo la rissa per uccidere il rivale

Apricena, un raid dopo la rissa per uccidere il rivale

Apricena, un raid dopo la rissa per uccidere il rivale

 
redazione foggia

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Apricena, un raid dopo la rissa per uccidere il rivale

L'agguato a Pasqua 2022: cinque sanseveresi arrestati dai Cc, a sparare fu Leo Cartanese

Giovedì 13 Luglio 2023, 13:41

APRICENA (Foggia) - Cinque arresti dei carabinieri per la sparatoria avvenuta ad Apricena nella notte tra il 9 e 10 aprile scorso, a Pasqua, quando furono feriti a fucilate Gianluca Galullo, 36enne del posto colpito alla gamba e operato e il fratello minore Francesco Vincenzo di 28 anni, colpito a un braccio, medicato e dimesso. Secondo carabinieri, pm e gip a far fuoco 5 volte con una pistola con l’intenzione di uccidere Gianluca Galullo sarebbe stato Danny Pio Cartanese, detto Leo, ventenne di San Severo; l’avrebbe fatto nel corso di una spedizione punitiva conseguenza di un litigio avvenuto un’ora prima in paese, cui avrebbero partecipato altri quattro sanseveresi: Costantino Leo di 20 anni; Cristian Salcone di 22 anni; Michael Giuseppe Cinotti di 30 anni; e Vincenzo Giordano diciannovenne. Il gip Margherita Grippo ha firmato 5 ordinanze su richiesta del pm: carcere per Cartanese accusato di tentato omicidio aggravato dai motivi abietti e futili e di concorso nel porto e detenzione illegale di due fucili e una pistola; domiciliari per i 4 concittadini accusati “solo” di concorso nel possesso delle armi. L’accusa poggia su testimonianze, intercettazioni, riprese video. La sera di Pasqua – dice l’accusa - Cartanese, Leo e Salcone raggiunsero Apricena verso le 22.30 per trascorrere la serata in piazza Costa, dove entrarono in contatto con l’apricenese Gianluca Galullo e un compaesano L.M. Per motivi banali, forse uno spintone, ci fu una discussione; Cartanese avrebbe colpito con uno schiaffo L.M; la situazione degenerò in rissa con i sanseveresi fronteggiati da alcuni apricenesi. Galullo e il conoscente riportarono lievi ferite alla nuca forse conseguenza di colpi sferrati con una bottiglia di vetro. I tre sanseveresi si barricarono nella “Golf” con cui erano arrivati in paese e scapparono rientrando a San Severo, mentre l’auto veniva tempestata di calci e pugni riportando danni. A sedare la rissa furono alcune guardie giurate.

Cartanese, Leo e Salcone - prosegue l’accusa – decisero di vendicarsi per quanto successo in piazza Costa; si armarono con due fucili e una pistola; e nella tarda serata di Pasqua insieme a Cinotti e Giordano tornarono ad Apricena con una “Fiat Panda” per mettersi alla ricerca di Gianluca Galullo e del compaesano con cui era iniziata la discussione. Il primo fu rintracciato poco dopo mezzanotte mentre era in compagnia del fratello Vincenzo: Cartanese sarebbe sceso dall’utilitaria e avrebbe esploso 5 colpi di pistola, ferendo i fratelli Galullo: per Gianluca si rese necessario l’intervento chirurgico a “Casa sollievo della sofferenza”; mentre il fratello Francesco Vincenzo colpito a un braccio venne medicato al pronto soccorso del “Masselli Mascia” di San Severo. Anche Giordano e Leo sarebbero scesi dall’utilitaria impugnando ciascuno un fucile. I carabinieri interrogarono le guardie giurate intervenute per sedare la rissa; i feriti; altri testimoni; eseguirono rilievi di “scientifica” sul luogo del ferimento; acquisirono i filmati delle telecamere; e cominciarono a identificare i primi sospettati. Furono poi disposte intercettazioni.

Carabinieri, pm e gip ritengono che Cartanese sparò per uccidere Gianluca Galullo in considerazione di potenzialità offensiva dell’arma utilizzata; numero di pistolettate esplose, ben 5; l’inseguimento del rivale e gli spari a ripetizione nonostante l’apricenese fosse già zoppicante.

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