Lunedì 08 Agosto 2022 | 09:50

In Puglia e Basilicata

Il caso

Attentati in agricoltura a Foggia, al racket si accosta l’ipotesi del sabotaggio

Foggia, attentati e sabotaggi in agricoltura

Più piste dopo il nuovo attentato a Cericola, l'azienda dell'olivo superintensivo

01 Luglio 2022

Redazione Foggia

FOGGIA - «Appena» tre alberi di ulivo superintensivo tagliati, il gesto più che dimostrativo sembra essere dovuto a un contrattempo: l’attrezzo rudimentale con cui gli ignoti che l’altra notte hanno oltraggiato ancora una volta l’azienda Cericola, si è inceppato (evidenti i segni lasciati sulla pianta) e i malfattori sono dovuti scappare praticamente senza aver raggiunto lo scopo. Il danno probabilmente nelle intenzioni dei delinquenti doveva essere più grosso, come quello del 30 novembre 2021 (cento alberi rasi al suolo).

«Noi andiamo avanti», ha ripetuto senza esitazioni Pietro Leone, marito della titolare dell’oleificio. Leone è un antesignano della produzione superintensiva applicata alle piante di olivo, che non sono più alte e secolari come una volta ma crescono in dimensioni più piccole e assicurano una resa garantita e soddisfacente a sentire i produttori che hanno seguito lo stesso percorso. Sono infatti piante remunerative anche sul piano economico dal momento che richiedono meno manodopera rispetto alle piante tradizionali. Le ragioni del nuovo attentato potrebbero dunque essere molteplici: forse una richiesta estorsiva non soddisfatta (Leone chiarisce di non aver subito minacce), ma si fa strada anche l’ipotesi del sabotaggio industriale. Sta di fatto che l’agricoltura resta nel mirino, finisce come mai era accaduto finora nell’occhio del ciclone della criminalità che non si limita più al semplice pizzo per la “guardiania”, sebbene di questi danneggiamenti se ne contino a decine in campagna (molto spesso sottaciuti dagli agricoltori, per non dire negati) e resta ancora tutta da chiarire la strategia che c’è ad esempio dietro i ripetuti incendi ai campi di grano in piena fase di raccolto.

L’imprenditore agricolo Lazzaro D’Auria ha fatto agli inquirenti nome e cognome dei suoi aguzzini, e con la sua denuncia aperto un filone d'inchiesta. Ma il suo gesto non è stato finora seguito da altri, anche se non va dimenticata la folta partecipazione di agricoltori alla manifestazione di solidarietà all’imprenditore campano, il 23 giugno scorso, voluta dall’associazione Antiracket, Libera e buon Samaritano proprio per testimoniare l’impegno dell’antimafia sociale a seguito di un nuovo attentato ai beni di D’Auria, alcune decine di ettari di grano duro andati a fuoco.

A Leone, «uno degli imprenditori più virtuosi della Capitanata», rivolge un pensiero il parlamentare Giorgio Lovecchio, vicepresidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione: «Un uomo partito dal basso, senza aiuti, che conosce la parola lavoro e che ogni giorno è presente nella sua azienda o in mezza Europa per insegnare ai suoi colleghi le tecniche del superintensivo in olivicoltura. A Pietro giunga il mio sostegno e la mia solidarietà: gli auguro di tener fede al suo cognome e di non lasciarsi intimorire dai balordi che hanno cercato di colpirlo. È d'obbligo un'ulteriore riflessione sulla sicurezza che manca nei campi e in città. Sarebbe importante convocare un incontro col nuovo Prefetto della provincia di Foggia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

EDITORIALI

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725