Lunedì 08 Agosto 2022 | 06:59

In Puglia e Basilicata

Agricoltura

Foggia: pomodoro, la speculazione ombra

Foggia, campo di pomodori

Marco Nicastro, presidente Op Mediterraneo: «Costi aumentati, ma la guerra non c'entra nulla, gli aumenti fin da settembre»

26 Giugno 2022

Massimo Levantaci

FOGGIA - I prezzi restano distanti tra le aspettative dei produttori e quelli proposti dalle industrie di trasformazione, la base viene garantita dai contratti di filiera (minimo garantito, poi a salire). Chi non aderisce ad accordi di alcun tipo confida in due fattori: calo delle superfici e mercato nient’affatto saturo come accadeva prima della pandemia. Così i prezzi potrebbero salire ben oltre le tariffe pattuiti per ora soltanto con i produttori del quadrilatero emiliano sull’asse Piacenza-Parma.

Partita dunque a fari spenti la campagna agricola più importante della Capitanata (valore di produzione stimato in 300 milioni di euro). Sarà importante capire piuttosto quanto si assottiglierà la produzione nel bacino foggiano e se a furia di riduzioni di superfici - spesso solo pronosticate a inizio di campagna - la provincia di Foggia non rischi di perdere lo scettro di primo bacino meridionale (pari al 40% del pomodoro italiano). Comunque anche quest’anno rischiano di saltare diverse migliaia di ettari. «Hanno rinunciato al pomodoro, vendendo pure le attrezzature, storiche aziende agricole dell’alto Tavoliere che investivano su migliaia di ettari coltivati l’anno», assicura Marco Nicastro, produttore e presidente dell’organizzazione «Op Mediterraneo» di Foggia, 1,5 milioni di quintali. Si dice che il pomodoro non convenga più coltivarlo, poi chi aveva i magazzini pieni durante gli anni del Covid si è visto polverizzare le scorte in pochi mesi. I prezzi perciò tengono conto di un certo rialzo: l’Anicav ha fissato con i produttori del Nord un prezzo per il pomodoro tondo di 10,50 centesimi al chilo e di 11,50 per la specie lunga. Aumenti - dicono gli operatori - pari al 18% rispetto all’ultima annata. Al Sud sono stati proposti 12,5 per il tondo e 13,5 per il pomodoro lungo. «Ma a differenza dei produttori del Nord, nel Centro-Sud gli agricoltori chiedono agli industriali di spingersi fino ai 14 centesimi al chilo, oltre il 40%. Diciamoci la verità: sarà difficile riconoscere certi aumenti».

Resta infine l’incognita dei costi di produzione. A un recente incontro svolto in Campania le organizzazioni di produttori del Centro Sud hanno rispedito al mittente le tariffe dell’Anicav: «Pur comprendendo le motivazioni riportate nella circolare Anicav dell’8 giugno 2022 le Op ribadiscono alla parte industriale che i costi di produzione del pomodoro da avviare alla trasformazione sono aumentati. Quanto asserito dalla parte agricola risulta confermato e certificato dalla stessa Ismea che in una sua pubblicazione rappresenta incrementi di costo agricolo di un 25% rispetto alla scorsa campagna».

Resta dunque l’àncora dei contratti di filiera. La «Op Mediterraneo» ne ha stipulato uno con le industrie di riferimento, la Calispa Spa a marchio nobile di Gianluigi Di Leo di Castel San Giorgio (Salerno). E il colosso Princes (3,5 milioni di quintali trasformati) chiama a raccolta i suoi produttori in pieno inverno per stabilire tariffe, tempi di consegna e margini di mercato. Andrà dunque in mare aperto chi crede in un’impennata dei prezzi, diffusa infatti la convinzione che di prodotto in giro non ce ne sarà poi molto e dunque chi vorrà acquistare pomodoro dovrà pagare prezzi più alti di quelli attualmente in circolazione. Oltretutto i magazzini sono vuoti, due anni di Covid hanno definitivamente sdoganato il pomodoro come merce di ritorno tornata di largo consumo, dopo la depressione degli ultimi dieci anni.

«In provincia di Foggia - osserva Nicastro - abbiamo una situazione abbastanza delineata: il calo delle superfici è stimato in -20% a Foggia, ma la riduzione più consistente ce l’aspettiamo nell’alto Tavoliere (-35%). Anche qui, come per il grano - aggiunge il presidente di Op Mediterraneo - gli aumenti dei prezzi non sono colpa della guerra, come sento ripetere in giro, ma dalla speculazione che aveva alzato i prezzi già da settembre 2021».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

EDITORIALI

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725