Mercoledì 18 Maggio 2022 | 15:14

In Puglia e Basilicata

GUAI COMUNALI sulla Tari

Lucera, scoperta sulla tassa dei rifiuti: mancano 3 milioni di euro

Lucera, scoperta sulla tassa dei rifiuti: mancano 3 milioni di euro

Il sindaco Pitta: «Risanamento dei conti cominciato», nuove bordate al predecessore Tutolo

14 Maggio 2022

Antonio Gambatesa

LUCERA - La gestione finanziaria del comune di Lucera prosegue spedita verso il suo risanamento. A dimostrarlo, il rendiconto dell’esercizio 2021, approvato a maggioranza dal consiglio comunale. «Larga prospettiva dei numeri e non delle chiacchiere» ha chiosato il sindaco Giuseppe Pitta nel commentare la positività del risultato di amministrazione dell’anno scorso. Una frase che vuole essere una plastica stoccata all’indirizzo dell’opposizione «tutoliana». Non c’è niente da fare: la battaglia politico-amministrativa, con i paragoni tra il vecchio e il nuovo dell’incedere amministrativo, ingaggiata dal primo cittadino avverso il suo predecessore e attuale consigliere regionale, Antonio Tutolo, è la linea di condotta di Giuseppe Pitta e della maggioranza che lo sostiene. E’ quasi il «must» dell’attuale governo cittadino.

La gestione contabile, in effetti, rimarca alcune positività: nel 2021 non si è dato corso alle anticipazioni di cassa, anche perché la giacenza si è dimostrata florida al 31 dicembre 2021. Oltre 11 milioni quella contabilizzata, nonostante gli 8 milioni e passa riversati all’Organismo straordinario di liquidazione per il pagamento della debitoria accertata sino all’anno 2019. Si è dato corso all’assunzione di personale, con i nuovi ingressi in organico di un dirigente tecnico e di otto unità di categoria C. La capacità di pagare le fatture dei fornitori è a 25 giorni. Quasi un record. Per il 2021, poi, si è ridotto il potenziale disavanzo. Ma il rischio è sempre dietro l’angolo. E tecnicamente a rilevarlo è il dirigente economico-finanziario dell’ente, Raffaele Cardillo. Il direttore di ragioneria lancia un campanello d’allarme, corroborato in tal senso dai revisori dei conti. Viene rimarcata la scarsa capacità della riscossione in tema di “entrate” che tocca il 67% del dovuto. L’altro 33% dove va a finire contabilmente? Nel fondo crediti che attualmente conta svariati milioni di euro. Il rischio è che se aumentasse a dismisura, il disavanzo finirebbe per travolgere nuovamente la gestione dei conti conti municipali.

Dove si annida il pericolo? Soprattutto nell’incapacità di riscuotere per intero la tassa rifiuti (Tari). I residui attivi di questa entrata - per gli anni 2020 e 2021 - superano di parecchio i 3 milioni di euro. Una cifra mostruosa. Le cartelle sono partite all’indirizzo di morosi, colpevoli e incolpevoli. Però la tassa rifiuti resta la vera «spada di Damocle» dell’incedere amministrativo. Oltre a figurare come quella voce che non rende giustizia a chi paga puntualmente. Le altre voci in entrata difficilmente esigibili riguardano le contravvenzioni per infrazioni stradali (incassate la metà per gli ultimi due anni) e i proventi dei fitti. Insomma, il calderone è colmo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725