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Hub multimodale di Foggia, ora devono intervenire gli enti

Hub multimodale di Foggia, ora devono intervenire gli enti

Il progetto dell'Hub Multimodale di Foggia

Parlamentari e sindacato Confsal ricevuti al ministero, i dubbi da chiarire con Rete Ferroviaria Italiana

13 Maggio 2022

Massimo Levantaci

FOGGIA - La seconda stazione ferroviaria si chiama ancora «fermata» e resta il nodo cruciale dei binari: Rfi ne prevede due, gli attori locali almeno quattro. Il collegamento fra la futura stazione e l’aeroporto Gino Lisa, è stato appurato nell’ultimo vertice tenuto mercoledì scorso a Roma, dovrà essere richiesto da Aeroporti di Puglia che inserirà l’intervento nel suo piano industriale. Infine l’elettrificazione della Foggia-Manfredonia: si farà (conferme dirette arrivano da Rfi e dal ministero Infrastrutture), ma l’operazione avrà un senso se il binario verrà collegato al porto alti fondali e alla stazione di Frattarolo.

Solo così l’Hub multimodale di Foggia potrà nascere intorno a queste tre grandi infrastrutture, schema sul quale potrà gravitare l'interesse di qualche milione di persone in riferimento alle province di Campobasso, Benevento e Potenza che si punta già a coinvolgere sui futuri collegamenti aerei del Gino Lisa. Su questi i tre punti c'è stato un tavolo mercoledì al ministero, presenti i parlamentari foggiani Antonio Tasso, Marialuisa Faro, Gisella Naturale, Giorgio Lovecchio e il responsabile del centro studi della Fast Confsal Pasquale Cataneo con il responsabile della struttura tecnica di Missione, il sanseverese Giuseppe Catalano. «Riunione interlocutoria», viene affermato in una nota. «Il responsabile della struttura tecnica - si legge - sul primo intervento ha esposto le caratteristiche tecnologiche della seconda stazione, definita da Rfi «Fermata Foggia-Cervaro» (e non stazione, nonostante la somma stanziata sia cresciuta da 20 a 40 milioni: ndr).

(Parlamentari e Confsal ricevuti dal responsabile della struttura tecnica di missione, Catalano)

Sul secondo intervento, Catalano ha sottolineato la necessità, per una valutazione appropriata, di avere la proiezione di quale utilizzo e funzione, attraverso la presentazione di un piano industriale, la società di gestione AdP attribuisce all’aeroporto Gino Lisa e il suo inserimento nell’Hub multimodale. Sul terzo punto il ministero ritiene molto utile il collegamento ferroviario al porto alti fondali, al pari di quanto proiettato, per altre simili infrastrutture con i corrispondenti interventi di adeguamento ed elettrificazione che possono avere anche il duplice utilizzo per il trasporto passeggeri». La discussione torna adesso a Foggia, parlamentari e sindacato contano adesso di spostare il confronto su «specifici tavoli territoriali con Comune e Provincia di Foggia, Regione e Aeroporti di Puglia, infine con Rfi, Enac e Anas cui rappresentare l’importanza cruciale e l’urgenza di realizzare gli investimenti in opere infrastrutturali e servizi di mobilità sostenibili, per passeggeri e merci».

Parlamentari e Confsal intendono inoltre utilizzare il canale aperto con il ministero per ottenere la piena operatività della pista del Gino Lisa, attualmente gravata da una penalità di 130 metri, autorizzando il finanziamento di un sottopasso stradale di un tratto della tangenziale.

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