Il caso

Foggia, la figlia si sposa e intanto gli svaligiano la casa

Redazione online

Forzata la porta del garage per portar via computer, play-station e telefonini

FOGGIA - Rincasati dalla festa per il matrimonio della figlia, hanno ritrovato la cantinola svaligiata: se poi il ladro (sempre che se ne debba parlare al singolare perché non c’è certezza su quante persone abbiano agito) sapesse della festa ed abbia approfittato della circostanza per colpire, oppure sia stata una coincidenza questo lo sa soltanto il responsabile del raid, verosimilmente destinato ad allungare l’elenco dei «soliti ignoti» in considerazione della mancanza di indizi utili all’identificazione dei ladri. Il colpo ha fruttato un paio di computer, una play station e quattro vecchi telefonini, il tutto custodito nel box di una palazzina di via La Torre al comparto Biccari alle spalle di via Lucera: l’abitazione non è stata invece presa di mira. La segnalazione di furto è arrivata intorno alla mezzanotte alla sala operativa della Questura, che ha inviato in via La Torre una «volante» per il rituale sopralluogo di furto. Ai poliziotti i derubati hanno raccontato che nel rincasare di ritorno dalla festa di matrimonio della figlia, hanno notato che il cancello che immette al seminterrato era forzato: dal successivo sopralluogo è emerso che chi ha colpito ha poi aperto il box e rubato computer, play-station e telefonini. Indagini in corso per identificare il responsabile (o i responsabili del furto) e recuperare la refurtiva.
Stesso discorso - caccia aperta ai «soliti ignoti» - che sono penetrati in un’abitazione di campagna su via Cerignola, ma senza rubare niente come poi confermato dall’ispezione eseguita dalle forze dell’ordine insieme al padrone di casa. La zona di

«Quadrone delle vigne» è stata già oggetto nelle settimane scorso di un furto analogo; l’allarme furto al «113» l’ha lanciato lo stesso proprietario dell’alloggio che era fuori casa e che grazie al sistema d’allarme con videocamera è stato allertato sul telefonino della presenza di intrusi nell’appartamento. Quando la pattuglia della Questura poco dopo è giunta sul posto dei ladri non c’era traccia: per quanto ricostruito dagli investigatori, chi ha agito è penetrato da una finestra laterale dopo aver divelto la grata di protezione: i ladri hanno rovistato poi in casa ma senza rubare nulla, forse si sono resi conto di aver fatto scattare l’allarme e hanno rinunciato a proseguire la «perquisizione domiciliare» per evitare di essere colti sul fatto dalla Polizia e arrestati.

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