L'omicidio

Mattinata, boss clan Romito ammazzato a fucilate vicino casa

Francesco Pio Gentile freddato nei pressi del mattatoio comunale

Mattinata, ammazzata a fucilate vicino casa boss del clan Romito

Foto Maizzi

Un pregiudicato, Francesco Pio Gentile, di circa 50 anni, detto «rampino», è stato ucciso stasera con una fucilata mentre era per strada nei pressi della sua abitazione a Mattinata. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato colpito in pieno petto da un colpo di fucile calibro 12. L’agguato è avvenuto nelle vicinanze del mattatoio comunale. Gentile era ritenuto dagli inquirenti un elemento di spicco del clan Romito, a capo dell’area di Mattina che è una delle zone controllate dall’organizzazione criminale. Sul posto stanno operando i carabinieri di Foggia.

Sono proseguite per tutta la notte le indagini sull'omicidio di Francesco Pio Gentile, il pregiudicato 51enne di Mattinata, nel Foggiano, ucciso ieri sera con un colpo di fucile calibro 12 mentre tornava a casa. I carabinieri del Reparto operativo di Foggia hanno eseguito sei stub a pregiudicati che risiedono tra Monte Sant'Angelo, Vieste e Manfredonia. Sono state compiute anche una dozzina di perquisizioni ed ascoltate persone vicine alla vittima. Stando alle prime ipotesi, movente del delitto potrebbe essere la faida in corso tra i clan rivali Romito, al quale apparteneva la vittima, e Li Bergolis.
Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto l’uomo ieri sera aveva parcheggiato l’auto sotto la sua abitazione. Aveva percorso pochi metri a piedi quando - ricostruiscono gli investigatori - due persone a bordo di un’auto, o in sella ad una moto, hanno affiancato Gentile ed hanno sparato tre fucilate, una delle quali lo ha colpito mortalmente alla schiena. Gentile era il cugino dei fratelli Romito, tra cui Mario Luciano, ucciso nel quadruplice omicidio di San Marco in Lamis dell’agosto del 2017. Sorvegliato speciale fino allo scorso anno, Gentile era ritenuto dagli inquirenti elemento di spicco del clan Romito, che opera a Manfredonia ed è da sempre in lotta con i rivali Li Bergolis. Ed è proprio nella storica rivalità tra le due famiglie che si stanno muovendo le indagini dei carabinieri coordinate dal pubblico ministero Ettore Cardinali della Dda di Bari.

UNA DATA RICORRENTE - Si guarda anche alle date nelle indagini sui delitti di mafia compiuti nel Gargano. La giornata del 21 marzo, infatti, accomuna, negli ultimi due anni, due omicidi ed un agguato fallito. Si tratta, osserva qualche investigatore, di una sorta di «simbologia mafiosa» perché le cosiddette «'date ricordatè sono un classico soprattutto tra i clan della mafia calabrese».
Ieri sera è stato ucciso con una fucilata alla schiena Francesco Pio Gentile, sorvegliato speciale fino allo scorso anno, ritenuto dagli investigatori elemento di spicco del clan Romito. Esattamente un anno fa, il 21 marzo 2018, Marco Raduano, 34enne considerato il nuovo capoclan di Vieste, scampò miracolosamente ad un agguato compiuto nelle vicinanze della sua abitazione. Due anni fa, invece, venne ucciso Giuseppe Silvestri. La mattina del 21 marzo 2017 il pregiudicato fu assassinato mentre era alla guida del proprio Fiat Doblò e si stava recando nella sua masseria che si trova alla periferia di Monte Sant'Angelo. Silvestri era ritenuto dagli inquirenti storicamente legato ai Li Bergolis, storicamente in lotta con il clan Romito. 

LA VITTMA

La Gazzetta del Mezzogiorno.it