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Momenti di tensione si sono vissuti nella sala d’attesa del laboratorio analisi dell’ospedale di Manfredonia dove decine di utenti si sono ritrovati nella impossibilità di ritirare i referti a causa della mancanza di personale. Ad informarli, però, non è stato un avviso ma un tecnico del laboratorio che, alle insistenti e legittime scampanellate al citofono e per quanto non tenuto a farlo, si è scusato con l’utenza per il disservizio e per i disagi provocati a quanti attendevano il referto per sapere se l’indomani potessero sottoporsi o meno alla chemioterapia; e/o assumere e in quale dosaggio particolari farmaci somministrati per patologie cardiache.


Un disservizio che si teme non resterà limitato a quest’unica giornata considerato che due dei 5 infermieri del laboratorio sono stati trasferiti alla lungodegenza del reparto di medicina dell’ospedale «San Camillo De Lellis», la cui inaugurazione prevista a febbraio alla presenza del governatore Michele Emiliano, è stata rinviata poiché pare ci si è dimenticati di realizzare le docce nei bagni delle stanze. Il punto non è l’attivazione dei posti letto di lungodegenza, quanto la improvvida sottrazione di personale infermieristico che di fatto va a depotenziare l’unità operativa più virtuosa, forse, di tutto l’ospedale con il suo impressionante numero di prestazioni, documentate dalla stessa Asl Foggia e che nel 2018 ha sfiorato le 33mila, superiori a quelle degli analoghi reparti di San Severo, Cerignola e Lucera messe insieme. E questo nonostante nonostante il laboratorio dell’ospedale sipontino possa contare su soli 2 medici, 8 tecnici, 1 coordinatore, 5 infermieri ora ridotti a tre.


L’ordine di servizio per la mobilità interna delle due unità data 8 marzo 2019. La decisione sarebbe stata presa senza tener conto dell’iniziativa del direttore generale dell’Asl Foggia di modificare il modello di riorganizzazione dei laboratori pubblici elaborato dalla Regione nell’ambito del programma riorganizzativo dell’intera rete pugliese, con dismissione dei laboratori a bassa produzione. Secondo questo modello, in Capitanata era previsto un laboratorio hub con tossicologia presso gli ospedali riuniti di Foggia, due laboratori spoke di base (San Severo e Cerignola) e due laboratori spoke d’urgenza (Manfredonia e Lucera), mentre il direttore generale dell’Asl ha considerato l’opportunità di lasciare a Manfredonia il laboratorio spoke di base.
Destano forti dubbi e perplessità anche i criteri con cui si è proceduto alla individuazione delle due unità infermieristiche da trasferire presso il nuovo reparto di lungodegenza, sottratte entrambe al laboratorio analisi con conseguenze non solo immaginabili e prevedibili, ma palesate alle rappresentanze sindacali e agli organi direttivi e dirigenziali ospedalieri e sanitari e puntualmente ignorate. Si rischia così l’ennesimo scippo al «San Camillo de Lellis» sotto gli occhi di chi pure dovrebbe proteggere la struttura, salvaguardare i posti di lavoro, potenziare i servizi e fare il massimo per soddisfare i bisogni della comunità in ambito sanitario.

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