Mercoledì 20 Novembre 2019 | 10:06

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Ferrovia, Foggia “nodo” nevralgico: in arrivo 30 mln per la stazione centrale

Altri 20 milioni di euro per realizzare quella a sud del baffo

Foggia, seconda stazione, per il sindaco: «Si  farà»

FOGGIA - Trenta milioni di euro per potenziare la stazione piazzale Vittorio Veneto con l’ammodernamento di undici binari e del complesso del terminal e venti milioni di euro per realizzare la “fermata” a sud del baffo, la cosidetta Foggia sud. Si chiama “fermata” solo perché il controllo della sicurezza sarà “remoto”, ma si tratta di fatto di una vera stazione. Sono alcuni dei numeri presentati ieri a Palazzo di città dai vertici di Rete Ferroviaria italiana, la società che realizza le infrastrutture ferroviaria per Trenitalia ed altri vettori.
“Nei prossimi 4 anni Foggia assumerà una funzione decisiva nella nostra rete infrastrutturale – ha spiegato il responsabile della Direzione Investimenti per il Sud di RFI (Gruppo FS), Roberto Pagone –. Con riferimento al Corridoio 5 della rete TEN-T a Foggia è assegnata una funzione di collegamento decisiva che ne farà uno snodo di straordinaria importanza per l’intero Mezzogiorno. Entro 4 anni Foggia sarà collegata a Napoli in poco più di un’ora e vedrà una velocizzazione delle corse sulla tratta adriatica, oltre che avere la possibilità di essere crocevia anche per i collegamenti verso e da Potenza. Le infrastrutture che stiamo realizzando servono a connettere il territorio, creando le condizioni per un aumento del volume del traffico di passeggeri e merci su ferro”.

La seconda fermata di Foggia sarà finanziata con i fondi rivenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 per un importo di 20 milioni di euro. La realizzazione dell’opera è prevista tra il 2021 ed il 2023. La seconda fermata sarà collocata a circa 5 chilometri di distanza dalla stazione centrale di piazzale Vittorio Veneto – ubicazione confermata dal voto con il quale il Consiglio comunale ha approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile – e sarà dotata di banchine di 400 metri, con un due sottopassi pedonali con rampe per disabili, percorsi tattili per non vedenti ed arredi di stazione, parcheggio più area per sosta per autobus e taxi.
«Si tratta dunque di un intervento importante, al quale si affiancheranno le azioni di adeguamento della stazione di Cervaro per il suo divenire fermata intermedia delle tratte regionali – ha sottolineato l’ingegner Ciro Napoli, dirigente di RFI e responsabile del progetto –. È di tutta evidenza, quindi, che siamo in presenza di una progettualità destinata a confermare e rafforzare ciò che la città di Foggia rappresenta nel campo dei collegamenti su ferro. Sulla stazione centrale è in corso un intervento di potenziamento infrastrutturale e tecnologico con un investimento di circa 30 milioni finalizzato a rinnovare gli impianti esistenti».

Ad oggi sono in corso le valutazioni tecniche ed il confronto circa gli interventi per mettere rapidamente in collegamento la stazione centrale e la nuova fermata.
«Con questa iniziativa presentiamo nel dettaglio ed in modo approfondito un progetto che è una prospettiva di sviluppo e di crescita per il territorio e per la città di Foggia. Non soltanto sotto il profilo trasportistico, ma anche dal punto di vista dello sviluppo economico innescato da una nuova e migliore logistica», afferma a sua volta il sindaco di Foggia, Franco Landella che ha ripercorso le tappe di un lungo negoziato “in cui l’Amministrazione comunale, con autorevolezza e capacità di visione strategica, ha formulato proposte concrete all’allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio». «Un iter complesso e faticoso, che ha portato all’individuazione delle strategie migliori per difendere da un lato la centralità della stazione di piazzale Vittorio Veneto e dall’altro per fare in modo che il ‘baffo’ destinato a merci e passeggeri non penalizzasse un bacino di utenza provinciale ed extraregionale da circa 1 milione di passeggeri. Diversamente da ciò che, forse troppo frettolosamente, è stato detto e scritto, si tratta di un progetto che non impoverisce Foggia, ma che, viceversa, ne rafforza il ruolo nervralgico e centrale, tanto sulla tratta adriatica quanto su quella tirrenica e che non depaupera in alcun modo la stazione centrale. È questo l’elemento che deve maggiormente rassicurare la nostra comunità e che deve farci essere ottimisti, perché abbiamo lavorato tanto e bene, con il Comune che ha recitato un ruolo fondamentale e di assoluto protagonismo», sostiene ancora Landella.

«Come si può facilmente comprendere, l’allarmismo circolato negli ultimi mesi è del tutto infondato – ha specificato l’assessore comunale con delega all’Urbanistica, Francesco D’Emilio –. Il ‘baffo’, infatti, è una decisione già assunta e che noi avevamo il dovere di sfruttare nel migliore di medi, trasformandola in una opportunità per Foggia. Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto. Tre anni fa questo progetto era presentato con una beffa per la città. Invece oggi abbiamo chiarito che Foggia avrà un ruolo più strategico sulle tratte tirrenica ed adriatica, con un aumento dei collegamenti ed una riduzione dei tempi di percorrenza. Il tutto senza inficiare la funzione e la centralità della stazione centrale di piazzale Vittorio Veneto. È una conquista di portata storica, destinata a rivoluzionare il sistema della mobilità territoriale. Basti pensare che la seconda stazione è ubicata ad appena un chilometro di distanza dall’aeroporto ‘Gino Lisa’ – ha rilevato D’Emilio –. Il nostro dichiarato obiettivo, infatti, è quello di mettere in connessione trasporto aereo e trasporto di ferro, in una logica di complementarietà virtuosa».

Va chiarito, altrimenti si fa una grande confusione, che il “baffo” rimane una beffa per Foggia. Nel senso che quell’opera è stata artatamente realizzata con l’idea di far confluire il traffico merci (praticamente assente per ora) mentre sin dall’inizio era prevedibile che venisse utilizzata per il traffico passeggeri. Cosa che è puntualmente avvenuta. Il passaggio successivo è stato quello di governare questo processo per non penalizzare ancora di più la comunità foggiana dopo le decisioni assunte dalle amministrazioni regionali di Puglia (Vendola) e Campania (Bassolino).
«Negli ultimi giorni ho letto le perplessità delle organizzazioni sindacali – ha concluso il sindaco di Foggia –. Penso che l’incontro con i vertici di rete ferroviaria tenuto a Palazzo di città abbia sgombrato il campo dagli equivoci circa la bontà di questa iniziativa. Ad ogni modo mi impegno formalmente ad illustrare nel merito ai sindacati i benefici cui daremo vita con il progetto della seconda fermata».

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