Domenica 18 Novembre 2018 | 11:10

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Il caso

Foggia, stop residenza fittizia ai senzatetto

In vigore il nuovo Decreto Sicurezza e un impiegato dell'Asl nega la tessera sanitaria

Foggia, stop residenza fittizia ai senzatetto

Gli effetti del decreto legge Sicurezza promosso dal governo gialloverde si fanno già sentire in Capitanata. Da alcuni giorni l’ufficio Anagrafe del Comune di Foggia non rilascia più la cosiddetta «residenza fittizia» ai senza fissa dimora, una conquista sindacale ottenuta dopo anni di cortei e di proteste delle associazioni che sostengono i diritti degli extracomunitari, in larga parte lavoratori delle campagne che soggiornano nei ghetti. La rete Campagne in lotta non ha esitato a etichettare il provvedimento come un «autentico sopruso». Ma la cancellazione di quei minimi diritti concessi ai migranti non si sarebbe esaurita qui: l’Asl - secondo quanto denunciano alcuni lavoratori (ma il direttore generale Piazzolla smentisce) - non rilascerebbe più la tessera Stp (Straniero Temporaneamente Soggiornante), un dispositivo creato appositamente per garantire un'assistenza sanitaria di base a chi si trova in condizione di irregolarità e chiede come requisito il possesso del permesso di soggiorno.

Per quanto riguarda l’Asl si sarebbe trattato solo di un malinteso: «Qualche impiegato allo sportello si è vestito d’autorità negando la tessera - spiega Vito Piazzolla - ma è stato prontamente riportato all’ordine e redarguito perchè le regole sono sempre quelle, le tessere Stp continuiamo a consegnarle regolarmente ai migranti e chi vuole applicare leggi che non esistono lo faccia a casa sua». Dall’Anagrafe comunale invece confermano quanto riferito dai migranti: «Abbiamo bloccato le nuove iscrizioni dei senza fissa dimora, ci dobbiamo fermare, sono queste le nuove disposizioni dal ministero». In realtà le nuove disposizioni impedirebbero di ottenere la residenza solo alle persone munite di permesso di soggiorno temporaneo, come i richiedenti asilo, ma lascerebbe immutata - così come sottolinea Campagne in lotta - la possibilità di ottenere la residenza per chiunque abbia un altro tipo di permesso valido, come quello umanitario.

Dal Comune però non lasciano spazio a interpretazioni: «La circolare parla chiaro, siamo tenuti ad applicare le nuove disposizioni», rispondono alla Gazzetta . Le conseguenze saranno importanti dopo questa incursione del governo a trazione leghista. La residenza fittizia consente, infatti, di rinnovare il permesso di soggiorno anche in assenza di un contratto di affitto ed accedere a tutti i servizi di base a cui la residenza dà diritto, come l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale, la possibilità di avere un contratto di lavoro regolare o di iscrivere i figli a scuola. Le nuove regole «salviniane» potrebbero adesso aprire una nuova stagione di contestazioni da parte dei migranti che vivono stabilmente in questa provincia da anni, lavorano ormai regolarmente nei fondi agricoli e stavano pian pianino ottenendo qualche piccola conquista.

Campagne in lotta si appella adesso al prefetto Mariani: «Non possiamo tacere davanti a questi ennesimi soprusi. È dovere delle istituzioni, primo tra tutti il Prefetto di Foggia, prendere provvedimenti immediati volti ad arginare la proliferazione di abusi ingiustificabili, specialmente quando questi accadono in deroga alle normative vigenti e ledono diritti fondamentali riconosciuti a tutti coloro che sono presenti sul territorio. Gli abitanti e le abitanti dei ghetti del Foggiano - sottolinea ancora la Rete Campagne in lotta - denunciano con forza quanto messo in atto da Comune e Asl e sono pronti e determinati a difendere ciò che hanno conquistato con fatica in questi anni. Non faremo un passo indietro su ciò che è stato ottenuto grazie alla lotta: ci ritroverete nelle strade e nelle piazze, a riprenderci ciò che con l'inganno tentate di sottrarci».

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