Giovedì 13 Dicembre 2018 | 12:32

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Ospedali riuniti di Foggia

Ospedale con pochi medici, 3 oncologi per 4 posti, ma forse rinunciano

Sono in cerca di un posto più stabile: «Meglio i concorsi»

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Al secondo tentativo è andata meglio. Avviso pubblico per oncologi agli Ospedali riuniti: si sono presentate tre giovani dottoresse su quattro posti disponibili. Poco male, anzi buon per le candidate: accesso facile, prese tre su tre. Anche se - filtra da ambienti dell’ospedale - probabilmente rinunceranno. Ma allora perchè hanno risposto all’avviso pubblico? «Siamo alla ricerca di un posto più stabile - hanno risposto al personale ospedaliero - vedremo nei prossimi giorni se accettare o meno un incarico di otto mesi». Comincia a farsi grave la penuria di giovani medici nel policlinico foggiano, gli incarichi a tempo non seducono più i neolaureati che allargano i propri orizzonti accettando anche di lasciare la propria provincia o la regione se ne vale la pena. «Meglio i concorsi», osservano. Che in ospedale sono ancora pochi rispetto alle richieste. Così gli avvisi pubblici tamponano i servizi. Ma non sempre si riesce. Va ricordato che lo stesso avviso pubblico fu disertato qualche mese fa: zero candidati per i quattro posti disponibili. E analoghe difficoltà ci sono state anche per reclutare nuovi anestesisti, altra merce rara in circolazione. Diverse anche le dimissioni di giovani medici a metà mandato: ottengono l’incarico, entrano in servizio ma poi a metà percorso lasciano il posto perchè allettati da altre proposte. Dopotutto di medici in giro ce n’è sempre più bisogno. Allora la domanda è oziosa, ma va posta: rifiutano un posto a Foggia oppure è solo colpa dall’incarico a tempo? Eppure il secondo Policlinico di Puglia è destinato a diventare sempre più più importante - più di quanto già non lo sia per l’assistenza territoriale - anche se va detto che nell’ambito del sistema a convenzione Foggia-Bari-Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, il policlinico foggiano sconta ancora una difficoltà di fondo non potendo contare su specializzazioni da grande ospedale come la Cardiochirurgia, la Chirurgia vascolare che esistono solo sulla carta. Il policlinico foggiano però ha quasi sempre i posti letto intasati, i pazienti vi arrivano un po’ da tutta la provincia, resta il punto di riferimento di quasi tutte le patologie “ordinarie”. Il Pronto soccorso (e il suo personale) scoppia, c’è la fila al triage ventiquattr’ore su ventiquattro e sette giorni su sette. Tutto questo lascia ben sperare per un riassetto futuro, ormai prossimo: il grande complesso ospedaliero sta incubando. I finanziamenti pubblici in arrivo e quelli già disponibili denotano il momento storico tra i più importanti nella storia dell’ospedale foggiano. La Regione nel piano di fabbisogno ha confermato investimenti per 127 milioni di euro per riqualificare reparti e interi dipartimenti, abbattere vecchi edifici (monoblocco) e modernizzare la struttura organizzativa della sanità foggiana. Un tetto di spesa che, stando a indiscrezioni, potrebbe essere incrementato di altri 18 milioni nell’ambito del piano regionale che punta a valorizzare l’assistenza nei grandi ospedali chiudendo o marginalizzando quelli più piccoli e a minor impatto sociale sui territori com’è già avvenuto in Capitanata per il Lastaria di Lucera e il San Camillo di Manfredonia.
Tornando all’Oncologia, con i tre nuovi medici sia pure a tempo (e al momento in forse) dovrebbero elevare a otto l’offerta di specialisti (attualmente cinque in servizio). Nel piano di riordino ospedaliero l’Oncologia a Foggia avrà finalmente un reparto con dieci posti letto come si conviene nei grandi ospedali. Oggi è essenzialmente un trafficato ambulatorio chemioterapico. Ora si sta discutendo se inserire la degenza oncologica in un’area medica piuttosto che chirurgica. Questione risolvibile, ma i giovani medici non possono restare a guardare: sarebbe un paradosso anche per la presenza della facoltà di Medicina.

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