Giovedì 13 Dicembre 2018 | 11:29

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Di Jean-Marie Benjamin
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Il business nei campi del Foggiano

Le cooperative senza terra
un alleato per il caporalato

La Coldiretti: servono controlli mirati, ripuliscono il grigio nel settore

caporalato

FOGGIA - Il trasporto è il principale business del caporalato. Ma per sconfiggerlo servono controlli mirati e non soltanto sui pulmini che trasportano la manodopera nei campi. I lavoratori migranti si sentono sotto accusa: «Non andiamo a rapinare una banca quando prendiamo una macchina», hanno detto durante la presentazione della piattaforma sindacale dell’Usb sabato a Palazzo Dogana. I furgoni senza agibilità, spesso guidati da persone prive di licenza e di patente, sono oggettivamente un pericolo per l’incolumità pubblica. Non si può non fermarli. Ma qui subentrano altri fattori: è il caso di prendersela solo con loro.

La Coldiretti invita ad allargare il raggio d’azione, punta il dito contro le «cooperative senza terra che svolgono solo ed esclusivamente servizi agricoli, pulendo le sacche di grigio in tutti i segmenti del lavoro», la denuncia di Romano Magrini, responsabile nazionale delle relazioni sindacali dell’organizzazione agricola all’ultima fiera del Levante. Una considerazione che tiene conto della complessità del fenomeno e che dunque non può necessariamente essere circoscritta alla pur meritoria azione delle forze dell’ordine che hanno stretto la morsa sui furgoni che trasportano i braccianti nei campi su panche di legno. «Sono tante le azioni comuni da intraprendere per far incontrare in maniera trasparente domanda e offerta di lavoro - ha affermato Magrini - a partire dal trasporto dei lavoratori nei campi che rappresenta un aspetto fondamentale del business dei caporali, facendo controlli mirati in particolare nei confronti delle cooperative senza terra. Ciò passa - ha aggiunto Magrini - anche dalla capacità di riuscire finalmente a sfruttare le risorse inutilizzate del Meridione. Coldiretti lo sta facendo, presentando progetti di sviluppo insieme ai principali gruppi industriali e bancari d’Italia, progetti che realizzano nuovi e moderni strumenti di gestione delle relazioni contrattuali lungo le filiere che vogliono rappresentare un modello di co-imprenditorialità, sostenibilità economica, ambientale e dello sviluppo dell’occupazione, nel rispetto dell’ambiente e del consumatore».

A tal proposito il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti, ha ricordato che «a 15 anni dall’approvazione delle legge di orientamento in agricoltura, fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne, i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale e oggi il 70 per cento delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta. Grazie al nostro progetto economico Campagna Amica - ha ricordato Corsetti - è stata data una risposta alla grande attenzione dei consumatori alla tutela della salute e dell’ambiente attraverso scelte agroalimentari consapevoli, testimoniata quotidianamente dall’affluenza nei Mercati di Campagna Amica e nelle Botteghe regionali, che contano 8.500 giornate di apertura, 650 produttori coinvolti, 22mila giornate lavorative (tra lavoro autonomo e dipendente), 4.500 tonnellate di prodotto commercializzato».

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