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Il fenomeno

Foggia, furti nelle campagne come il caporalato «Ora più controlli»

Forze dell’ordine anche per la vigilanza in campagna. «Ma gli agricoltori collaborino»

polizia

FOGGIA - Sarà la rete stretta sul controllo e la prevenzione del caporalato in Capitanata a stringere d’assedio anche il fenomeno dei furti nelle aziende agricole. Dopo la prima escalation di episodi denunciati nei giorni scorsi dalle aziende in campagna (sono spariti mezzi agricoli, un intero raccolto di asparagi, persino un albero di ulivo) si corre ai ripari. I due moduli agiranno d’intesa, il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Mariani metterà a punto un piano coordinato con il questore Della Cioppa e il comandante dei carabinieri Aquilio. Coinvolte anche le organizzazioni professionali agricole e i consorzi di vigilanza rurale che dovranno operare all’unisono con le forze dell’ordine per agevolare la prevenzione e la repressione dei furti. Il motto è «lavorare insieme», fare in modo che gli agricoltori danneggiati, derubati dei propri averi o anche nel timore di esserlo partecipino attivamente al complesso meccanismo della sicurezza segnalando tentativi di intrusioni, minacce o altro.

Carabinieri e Polizia sono già sul campo e forniranno il loro supporto anche per arginare la criminalità predatoria, sempre che gli agricoltori segnalino e restino vigili. Non sono ammessi piagnistei nè vittimismi di sorta, questo è stato anche affermato, magari sotto altre forme un po’ più diplomatiche, durante la riunione. Ma il messaggio deve essere apparso forte e chiaro alle organizzazioni degli agricoltori che approvano il piano d’azione. L’approccio incisivo è infatti piaciuto molto alle associazioni professionali che hanno partecipato alla riunione. «Per la prima volta - osserva Alfredo Giordano, direttore di Confagricoltura - non ci è stato detto che il territorio è troppo vasto per tenerlo tutto sotto controllo e che il personale comunque non è sufficiente per far tutto. Abbiamo molto apprezzato - aggiunge - che sia stata la Prefettura a contattarci, a porre il problema nella sede competente senza aspettare che fossero le associazioni a chiedere un vertice convocato all’occorrenza».

«Il prefetto Massimo Mariani - aggiunge il presidente della Cia Agricoltori, Michele Ferrandino - ha fatto sapere che, anche a seguito del potenziamento dei servizi finalizzati alla lotta al caporalato con l'implementazione di mezzi e risorse in provincia di Foggia, sussistono le condizioni per garantire al mondo agricolo un maggiore presidio del territorio che sarà intensificato da ottobre a novembre, negli orari notturni, in concomitanza con la campagna olivicola, che stuzzica gli appetiti dei predoni delle campagne. Al pattugliamento dei territori rurali contribuiranno anche i consorzi privati di vigilanza, così da garantire una maggiore copertura geografica e oraria». I focus saranno sviluppati soprattutto sull’agro di Cerignola e di San Severo, dove sono stati segnalati i primi furti. Si punta anche a bloccare la filiera del riciclaggio dei mezzi agricoli e del raccolto, dal momento che rubare un quintale di olive non ha molto senso se poi non si sa da chi bisogna portarlo. È evidente che dietro questi fenomeni vi sia un’organizzazione di imprese della trasformazione agricola in combutta con squadre di predoni che agiscono quasi sempre nelle ore notturne e scelgono con attenzione le loro prede.

Il rischio che la presenza dello Stato in questi luoghi si affievolisca è molto alto, non a caso negli anni scorsi abbiamo assistito alla creazione disperata di ronde improvvisate di agricoltori che si davano il cambio nelle ventiquattr’ore per tenere alla larga i malintenzionati. Anche per questo il prefetto Mariani - che ha intrapreso dal suo arrivo in Capitanata (agosto 2017) la politica del bastone e della carota - si è deciso a imporre un cambio di passo supportato in questo da un ministro dell’Interno che con la vicenda dello stop agli sbarchi incondizionati dei migranti ha lanciato un input sul concetto di Stato e cosa bisogna fare per tutelarne la sua funzione e integrità. 

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