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Torremaggiore (Fg)

Premi ai dirigenti, Corte dei Conti condanna Angiola

Sei persone dovranno risarcire un danno erariale di 35mila euro. Il caso riguarda la retribuzione di risultato degli anni 2010 e 2011. Ignorata la legge Brunetta

corte dei conti bari

L’erogazione dei premi di risultato ai dirigenti del Comune di Torremaggiore sarebbe avvenuta senza rispettare la legge, accettando le autodichiarazioni degli interessati e senza fissare prima gli obiettivi di gestione. Per questo la Corte dei conti negli scorsi giorni ha condannato sei persone a risarcire un danno erariale pari a circa 35mila euro. Tra loro anche il professor Nunzio Angiola, tarantino, docente universitario a Foggia, da marzo parlamentare dei Cinque Stelle eletto nel collegio uninominale della Murgia.
Una vecchia vicenda, arrivata a sentenza sul filo della prescrizione. Nel 2013 una ispezione del ministero dell’Economia aveva infatti rilevato che a Torremaggiore non venivano rispettate le norme sulla trasparenza dei compensi dei dirigenti. Approfondendo gli atti, gli ispettori hanno scoperto alcune irregolarità nella quantificazione e nella erogazione dei premi di risultato erogati per il 2010 e il 2011. Irregolarità che i giudici contabili (presidente Orefice, estensore Raeli) hanno ricondotto nell’alveo della colpa grave, accogliendo le accuse formulate dal vice procuratore Pierpaolo Grasso (nel frattempo passato alla sezione giurisdizionale delle Marche) nei confronti dell’allora commissario straordinario Daniela Aponte, del segretario generale Gavina Pintus, di due dirigenti (Mariano Ippolito e Fernando Valente) e di due dei tre componenti del Nucleo di valutazione, tra cui appunto Angiola. Il terzo componente, Piervito Bianchi, anche lui docente universitario, si è salvato perché l’invito a dedurre gli è stato notificato pochi giorni dopo la scadenza del termine di prescrizione.
Il danno erariale sarebbe nel non aver applicato i cardini della riforma Brunetta (il decreto legislativo 150/2009), che per l’erogazione del premio di risultato dei dirigenti prevedeva in quel momento un adempimento ben preciso: era necessaria l’approvazione preventiva di un sistema di valutazione delle performance. Norma che, secondo i giudici, non sarebbe stata rispettata: «Alla base delle generiche valutazioni dei dirigenti - che, infatti, sono stati semplicemente valutati “positivamente”, senza alcuna ulteriore graduazione - non vi è stato alcun sistema preventivo di valutazione, alcun resoconto sul monitoraggio dell’attività dirigenziale effettuato, ma esclusivamente una disamina dei documenti generali dell’ente e dell’autorelazione dei dirigenti stessi». In sostanza, sulla base delle risultanze dell’organo di valutazione, il commissario Aponte (oggi viceprefetto a Catanzaro) avrebbe autonomamente stabilito la suddivisione del fondo di premialità dei dirigenti, con il visto del segretario generale. Rispetto ai circa 57mila euro contestati dalla Procura contabile, i giudici hanno concesso uno «sconto» del 30% perché i dirigenti interessati avevano, comunque, diritto a percepire una retribuzione di risultato. Angiola e l’altro componente del nucleo, Ugo Galli, risarciranno 4.892 euro a testa più interessi e rivalutazione. Negli anni passati il professor Angiola ha svolto l’incarico di componente del Nucleo di valutazione anche per la Regione, su mandato dell’allora presidente Nichi Vendola.

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