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Lotta alla mafia

Foggia, il sen. Pellegrini (M5s): «Sezione Dda a Foggia? Si deve istituire»

Il senatore pentastellato dopo il no a creare una sezione distaccata: «La Dda rema contro i fatti le danno torto»

Foggia, il sen. Pellegrini M5s: «Sezione Dda a Foggia? Si può e si deve istiturire»

FOGGIA - «Mi lasciano perplesso le parole del procuratore capo di Bari Giuseppe Volpe e e del procuratore aggiunto Francesco Giannella coordinatore della Dda sul fatto che non ci sia la necessità di istituire a Foggia una sezione distaccata della Direzione distrettuale antimafia. Chiaramente sono interventi che non remano a favore della nostra proposta; prendo atto che i due magistrati la pensano diversamente da me e dai 24 senatori del movimento 5 Stelle che abbiamo presentato un disegno di legge per istituire a Foggia sezioni distaccate di corte d’appello, Dda e Tribunale per i minorenni; andiamo avanti con il nostro lavoro senza nasconderci le difficoltà, ma consapevoli che ci sono le condizioni per immaginare che questa proposta possa finalmente andare in porto». Così il senatore foggiano Marco Pellegrini, eletto al Senato alle «politiche» di marzo e primo firmatario del disegno di legge, replica alle perplessità/bocciature sull’istituzione di una sezione della Dda a Foggia espresse 48 ore fa in una conferenza stampa a Bari (indetta per parlare di due blitz antidroga sul Gargano) dal capo e dal coordinatore della Dda di Bari.

«Innanzitutto devo fare una precisazione: il dottor Volpe ha parlato, per quanto ho letto su notizie di agenzia, di un errore tecnico nel disegno di legge perché la Dda si può istituire solo dove c’è un distretto autonomo di corte d’appello: lo so bene e lo sappiamo bene» spiega il parlamentare foggiano «noi firmatari del disegno di legge, visto che all’articolo 3 è prevista anche una modifica dell’articolo 51 del codice di procedura penale, grazie alla quale sarebbe possibile istituire una sezione della Dda anche in una sezione distaccata di corte d’appello. Capisco bene che è un aspetto tecnico, ma va precisato per replicare a chi non ha letto il disegno di legge ed ha parlato di errore tecnico».
Di corte d’appello a Foggia si parla di 40 anni. «Ricordo che analoghe proposte sono state avanzate nelle passate legislature da altri schieramenti politici; e che come presidente del comitato “Appelliamoci” nato anni fa per la corte d’appello a Foggia mi ero già battuto in passato per coinvolgere quante più persone; ora che sono al Senato» prosegue il sen. Pellegrini «questa battaglia la porto avanti in prima persona. E voglio sgomberare il campo anche dall’idea che sia una questione campanilistica. Sono i fatti che hanno dimostrato che la lontananza geografica da Bari ha reso più difficile sia condurre indagini contro la mafia sia arrivare a sentenze definitive di condanna per questo reato».

Il deputato foggiano punta molto su questo concetto: «sono i risultati purtroppo a smentire clamorosamente quanto detto nella conferenza stampa di lunedì a Bari. Io non mi riferisco agli ultimi sei mesi, all’ultimo anno d’indagine ed ai risultati conseguiti, ma guardo a 30/40 anni di indagini sul fronte della lotta alla criminalità organizzata. Mi riferisco anche a quanto l’ex procuratore capo di Foggia Leonardo Leone De Castris» (diresse la Procura dauna dal giugno 2013 all’aprile 2017) «ebbe a dichiarare al Csm in un’audizione nel 2017 quando parlò di uno scollamento tra la Dda di Bari e la Procura di Foggia dovuto alla distanza geografica».
Peraltro va anche ricordato che nella conferenza stampa di lunedì a Bari il procuratore capo Volpe ha rimarcato l’esistenza «di un articolato protocollo con la Procura di Foggia che continuamente segnala reati». «Sono sempre i fatti che parlano» la replica del senatore Pellegrini: «quando ci saranno una serie di condanne definitive per mafia, quando saranno inferti colpi decisive alle mafie, allora si potrà dire che si sta operando bene: in questo momento purtroppo - e dico purtroppo perché io tifo ovviamente per carabinieri, poliziotti e magistrati - le cose non stanno così. I fatti smentiscono quanto sostengono procuratore capo e aggiunto. Il dottor Giannella ha detto secondo quanto leggo sulle agenzie di stampa: “non vogliamo entrare in polemica con nessuno, ma la proposta di una Dda a Foggia dimostra che non sanno quello che abbiamo fatto e stiamo facendo: guardando i risultati delle ultime indagini, dovrebbero ricredersi su alcune affermazioni”. Sono parole» commenta il senatore dauno «che mi lasciano sorpreso: nella nostra Costituzione vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva; parliamo di persone arrestate ma non colpevoli sino a prova contraria. Peraltro non capisco il nesso logico tra la giusta comunicazione del lavoro svolto e la contestazione di una proposta di legge che vuole istituire presidi giudiziari»; ma i magistrati hanno risposto in conferenza stampa alle domande sull’ipotesi di nascita di una sezione distaccata della Dda in città.

Per il senatore Marco Pellegrini quando si parla di nuovi uffici giudiziari nel Foggiano «va applicato lo stesso principio valido per le forze dell’ordine. Faccio due esempi: nei mesi scorsi è stato istituito a San Severo il Reparto prevenzione crimine, ed è ormai imminente la nascita del battaglione dei carabinieri “Cacciatori del Gargano” di stanza a Jacotenente nella Foresta Umbra. Non è che per questi due nuovi importanti presidi di sicurezza ci siano state conferenza stampa di qualcuno contrario, anzi tutto il territorio è contento dell’arrivo di questi reparti, a cominciare dalle stesse forze dell’ordine. Allora non capisco perché questo stesso principio non possa essere applicato agli uffici giudiziari».

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