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Gino Lisa, la pista
si farà lo stesso

Protezione civile sì o no? Per la Regione percorso delineato dall’Unione europea

 Gino Lisa, la pista si farà lo stesso

Massimo Levantaci

Fari puntati sul Provveditorato regionale Opere pubbliche che il 26 prossimo chiuderà la conferenza di servizi sul Gino Lisa. Altre questioni al momento sembrano passare in subordine, compreso l’arrivo nello scalo foggiano ormai sempre più labile della Protezione civile. Aeroporti di Puglia e Regione puntano a incassare il sì sulla compatibilità urbanistica del progetto di allungamento pista a 2mila metri per poter assegnare un minuto dopo i lavori. I tempi sembrano ormai definiti: al previsto via libera del Provveditorato di martedì 26 farà seguito il 6 luglio il relativo decreto di compatibilità urbanistica. Dal giorno successivo Aeroporti di Puglia sarà dunque nelle condizioni di assegnare l’incarico all’impresa De Bellis di Foggia che ha già vinto la gara d’appalto assegnata quattro anni fa.

Il crono-programma per lo storico e tribolato allungamento della pista è dunque scandito da queste date e non sembrano esserci allo stato altri ostacoli di sorta. Inutile, a questo punto, incrociare le dita: con tutti gli inconvenienti che si sono finora abbattuti sullo scalo di viale degli Aviatori, un’altra tegola non sarebbe un colpo di scena, bensì la norma. Così anche la storia dell’hangar con apertura alare, richiesta dalla Protezione civile nazionale come condizione per portare i Canadair al Gino Lisa - e che ha fatto sghignazzare e indignare non poco il mondo del web (leggi articolo a fianco) - rientra a pieno titolo nell’aneddotica di questo aeroporto.

Quasi certamente non vedremo la Protezione civile a Foggia questa estate, a parte un progetto sperimentale tutto da decifrare sui droni per la sorveglianza del Gargano in vigore dal 1 luglio. Nel contempo bisogna riconoscere che l’intuizione di Emiliano di trasferire a Foggia la Protezione civile regionale (sia pure al momento solo sulla carta), è servita a sbloccare gli ultimi veti comunitari e ad aprire un dialogo con Enac e ministero Infrastrutture sul «Sieg», i voli di Stato. Altro importante via libera, lo ricordiamo, c’è stato il 20 maggio scorso quando una delegazione guidata dall’assessore regionale al Bilancio, Raffaele Piemontese, incontrò a Bruxelles Giorgio Perini, responsabile Aiuti di Stato della rappresentanza permanente italiana presso l’Ue, che dichiarò «compatibile» con le regole comunitarie il percorso delineato dalla Regione per riaprire al traffico il Gino Lisa con l’indirizzo dell’utilità pubblica.

A questo punto non resta che ottenere l’ok anche da parte della conferenza di servizi per far partire i lavori con fondi interamente pubblici. Aeroporti di Puglia nutre infatti speranze sempre più fondate di poter attivare la procedura Sieg: quindi somme interamente pubbliche per i lavori e nessun vincolo di spesa sulla quota da assegnare all’investitore privato (5% del totale dei costi) come invece richiederebbe l’Unione europea se non vi fosse alcun impiego pubblico dello scalo (Protezione civile). Se le indiscrezioni di questi giorni saranno confermate, troverà attuazione anche la previsione del direttore generale di Aeroporti di Puglia, Marco Franchini, che qualche mese fa aveva stimato l’inizio dei lavori per l’allungamento pista «entro ottobre». Insomma la telenovela «pista sì, pista no» sembra giunta a un punto cruciale oltre il quale non si potrà andare: la sensazione è che il treno stia per passare anche per il Gino Lisa.

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