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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Rione Candelaro

Armato, tenta
di rapire ragazza

Arrestato dalle «volanti» Le punta il coltello, la strattona e lei scappa: l’uomo salvato da linciaggio

 Armato, tenta di rapire ragazza

«Stavo andando a comprare un panino con la mia amica quando abbiamo sentito una persona alle nostre spalle dire: “seguitemi”. Inizialmente non abbiamo capito cosa dicesse né per altro creduto che si rivolgesse a noi. Poi quell’uomo si è piazzato davanti a noi, ha ripetuto “seguitemi”, ha estratto il coltello e ha cercato di portarmi via strattonandomi per un braccio».

Ed è stato l’inizio di un incubo anche se solo di pochi secondi, per due quattordicenni foggiane, una delle quali minacciata con l’arma, afferrata per un braccio e strattonata come se lo sconosciuto volesse rapirla. L’accusa per cui Lai Abu, 28 anni, incensurato del Senegal, già espulso dall’Italia, è finito in carcere è «soltanto» quella di violenza privata, ma resta il sospetto che volesse sequestrare la minorenne chissà per quali ragioni. Ad arrestarlo in flagranza martedì sera in via San Severo al rione Candelaro, e salvarlo dal pestaggio di alcuni residenti del rione accorsi in aiuto delle due ragazze, sono stati gli agenti della volante che l’hanno caricato in macchina e portato in Questura. Il presunto aggressore aveva un bernoccolo in testa e qualche graffio, ha peraltro rifiutato le cure dei medici.

Nelle prossime ore il giovane senegalese comparirà davanti al giudice per fornire la propria versione dei fatti: i poliziotti l’hanno anche denunciato a piede libero per minacce, possesso illegale di un coltello con lama di 9 centimetri e per aver fornito false generalità. L’uomo pare non avesse documenti d’identità al momento del fermo: attraverso l’Afis (la banca dati delle forze dell’ordine dove confluiscono le impronte digitali di tutte le persone controllate in Italia) si è accertato che vive in Italia da circa tre anni; ha una mezza dozzina di alias; è stato controllato in varie città del Paese; e che sul suo capo pendevano alcuni provvedimenti di espulsione dall’Italia, uno dei quali adottato anche dalla prefettura del capoluogo dauno.

Tutto è avvenuto in pochissimi minuti alle 21.30 su via San Severo dove si trovavano le due amiche minorenni: stavano passeggiando quando lo sconosciuto si è avvicinato e ha chiesto/intimato loro di seguirle. Le ragazze hanno provato a scappare, e l’aggressore - per quanto poi ricostruito dalla Polizia attraverso l’interrogatorio delle minorenni alla presenza dei genitori - ne ha afferrata una per un braccio, estraendo il coltello e poggiandolo sul braccio della vittima per poi strattonarla, come se volesse costringerla ad andare con lui. La minore si è divincolata ed è scappata insieme all’amica verso viale Candelaro, ma non per questo lo sconosciuto - prosegue la ricostruzione degli investigatori - ha desistito, inseguendole. Le urla e richieste di aiuto delle due minori hanno richiamato l’attenzione di alcuni passanti e residenti del rione che sono subiti intervenuti in difesa delle ragazze, circondando l’uomo e bloccandolo per così dire energicamente.

Buon per il senegalese che alla sala operativa della Questura nel frattempo era giunta la telefonata di un cittadino per segnalare che un uomo di colore aveva aggredito due ragazze. In viale Candelaro sono sopraggiunte così due «volanti», e poco dopo anche una terza pattuglia del Reparto prevenzione crimine: in particolare la prima «volante» era nella zona del popoloso quartiere e ricevuta via radio la notizia, ha subito raggiunto il posto. I due agenti hanno preso in consegna il senegalese evitando che ricevesse altri pugni, calci e graffi. Pare che l’uomo al momento dell’intervento della Polizia impugnasse il coltello mentre nell’altra mano teneva una pietra: li ha abbandonati alla vista degli agenti che hanno recuperato e sequestrato il coltello.

Una volta accompagnato in Questura il sospettato e dopo l’interrogatorio delle due minorenni, si è ricostruito cosa fosse successo e per il giovane africano è scattato l’arresto per violenza privata e il trasferimento in carcere.

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