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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Serve una piscina comunale
c’è un progetto fermo da anni

Costerebbe 3 milioni e darebbe lavoro a trenta persone

Serve una piscina comunale c’è un progetto fermo da anni

di Angelo Ciavarella

SAN SEVERO - «Il sindaco Francesco Miglio riprenda in considerazione il progetto della piscina comunale per offrire l’opportunità ai sanseveresi, soprattutto a tanti ragazzi che vivono in ambienti disagiati, di avere un luogo di riferimento dove socializzare e formarsi con valori positivi grazie allo sport». È l’appello indirizzato al primo cittadino di San Severo dall’ex consigliere comunale Pdl, Enzo Mazzeo che da tempo si batte per la realizzazione in città di una piscina comunale. «Moltissime città d’Italia» spiega l’ex consigliere «dispongono di una piscina comunale. La precedente amministrazione comunale ha lasciato in sospeso un progetto di 3 milioni di euro con 30 posti di lavoro. Il progetto si sarebbe realizzato a costo zero per le casse comunali grazie ad una project financing con un impegno economico minimo per il Comune di 50 mila euro all’anno per assicurare la possibilità di frequentare la struttura a bambini, disabili e anziani».

Il progetto approvato dall’amministrazione di centrodestra guidata dall’allora sindaco Gianfranco Savino prevedeva la realizzazione di un centro sportivo polifunzionale con piscina coperta, proposto dalla «Icos sporting club srl» di Lecce che avrebbe consentito alla città di dotarsi di una piscina comunale secondo il modello di project financing. «Da quella proposta» aggiunge l’ex consigliere Mazzeo «sono passati cinque anni e non se n’è saputo più niente. A mio avviso quando è in programma la realizzazione di un’opera pubblica, non si dovrebbe guardare ai colori politici ma al bene dei cittadini. Infatti tutt’oggi San Severo non possiede una piscina comunale. Inoltre il progetto avrebbe potuto rivitalizzare la zona di via Martiri di Cefalonia annessa al parco Baden Powell grazie alla struttura sportiva prevista in quella zona».

Infatti il progetto presentato nel 2011 dalla società leccese ha mosso i suoi ultimi passi istituzionali nel 2014, ma da allora sull’impianto che doveva sorgere in via Martiri di Cefalonia è calato il sipario. Secondo l’ex consigliere comunale è quindi arrivato il momento «di riaprire i cassetti di palazzo Celestini per consegnare alla città una struttura sportiva e una piscina comunale che oltre a rappresentare un importante impianto per la cittadina, potrebbe anche contribuire a dare lavoro a trenta professionisti sportivi. Una iniziativa che oltre ad avere un consistente impatto sociale per la possibilità che offrirebbe a diversamente abili ed anziani ad elevata fragilità sociale di usufruire gratuitamente di servizi importanti per la persona, andrebbe anche ad arricchire l’indotto cittadino con un progetto di tre milioni di euro».

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